La teoria del tutto di Hawking

È scomparso il grande scienziato britannico, autore di una rivoluzionaria teoria sui buchi neri. La fama per i suoi libri di divulgazione, scritti per rendere la cosmologia comprensibile a tutti. La lotta contro la malattia

Stephen HawkingTutto il mondo in queste ore sta parlando della scomparsa di Stephen Hawking. Basterebbe questo per capire quanto sia importante e conosciuto questo scienziato, creativo e rivoluzionario nelle sue teorie, costretto in sedia a rotelle da quando aveva 20 anni, per una forma degenerativa di Sla.

Nato nel 1942 a Oxford in Inghilterra, a 13 anni iniziano i sintomi della malattia. Nonostante ciò si laurea a soli 20 anni, ma subito dopo arriva la diagnosi che sancisce gravità e irreversibilità della malattia: i medici gli danno ancora due anni di vita.

Stephen Hawking con la prima moglie Jane
Stephen Hawking con la prima moglie Jane

Segue un periodo di depressione, dal quale esce anche grazie all’aiuto di Jane Wilde che sposa nel 1965 e dalla quale avrà 3 figli (la storia della sua vita è narrata nel film La teoria del tutto del 2014).

Matematico, fisico e cosmologo geniale, affascinato dalla ricerca sull’origine dell’universo, Hawking non teme di andare contro le idee dei suoi colleghi scienziati: nel 1974 viene accolto nella Royal Society (è uno dei membri più giovani dell’associazione scientifica) e pubblica sulla rivista Nature la sua rivoluzionaria teoria sui buchi neri. Secondo Stephen da questi oggetti celesti misteriosi, capaci di inghiottire tutta la materia e l’energia intorno a loro, qualcosa riesce a sfuggire, portandoli forse ad “evaporare” nel lungo periodo. È la famosa radiazione di Hawking, contestata per molto tempo dalla comunità scientifica, infine accettata come parte di una futura teoria del tutto, che spieghi l’origine dell’universo e di tutto quello che ci circonda.

Stephen HawkingNel 1979 diventa docente di matematica all’Università di Cambridge, nella prestigiosa cattedra che fu di Isaac Newton.

La malattia però continua a progredire. Nel 1985 viene portato in ospedale in gravissime condizioni per una polmonite. I medici chiedono alla moglie se possono interrompere l’alimentazione, ma lei rifiuta. Hawking viene operato (tracheotomia) e salvato, seppure con la perdita delle corde vocali. Da quel momento parlerà usando un sintetizzatore vocale che interpreta i movimenti dei suoi occhi.

Nel 1988 pubblica Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, libro divulgative sulle sue ricerche cosmologiche: è un successo strepitoso, con milioni di copie vendute e una fama mondiale. Nel 1995 lascia la moglie per sposare Elaine Mason, una delle infermiere che lo assiste 24 ore su 24.

Brillante, pungente nelle battute («la vita sarebbe tragica se non fosse divertente»), cocciuto nella voglia di dimostrare che può far tutto nonostante la malattia, visita tutti i continenti, Antartide compreso, fino a volare nel 2007 su un aeroplano che simula l’assenza di gravità. Prende contatti con la compagnia spaziale Virgin Galactic per organizzare un viaggio nello spazio. Compare anche in una puntata della saga dei Simpson.

Stephen Hawking con il papa
Stephen Hawking con il papa

Nel frattempo, in parallelo al suo lavoro di scienziato, continua a scrivere libri di divulgazione perché tutte le teorie scientifiche «dovrebbe diventare comprensibili per tutti, non solo per un gruppo di scienziati». Nonostante sia un ateo, convinto che Dio e scienza non siano conciliabili e che alla fine sarà la scienza a vincere sulla religione, dal 1986 è membro della Pontificia Accademia delle scienze. Nella sua carriera scientifica gli è mancato solo il premio Nobel.

Fino alla fine si mette in gioco: nel 2012 accetta di fare da cavia per la sperimentazione di un sintetizzatore vocale basato sulla rilevazione dell’attività elettrica del suo cervello. Ora Stephen Hawking ci ha lasciato, ma la sua visione cosmologica, aperta e senza limiti spazio temporali, senza “singolarità”, la sua tenacia e voglia di vivere, la sua lotta contro l’handicap, non saranno dimenticati.

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