La solidarietà va in scena

Il programma di TV2000 in collaborazione con Scarp de’ tenis, il più diffuso streetmagazine italiano, promosso dalla Caritas Ambrosiana, che è anche un progetto sociale diffuso in tutta Italia, e uno strumento di dignità per chi vi collabora

«Vista al binocolo, Milano è una città straordinaria, una città che si eleva verso l’alto e che rischia di scivolare verso il basso: ci vuole un attimo». Sono le parole dell’attore Giacomo Poretti nel video di presentazione di Scarp de’ tenis – incontri sulla strada, una delle produzioni televisive che TV2000 ha in serbo per il prossimo autunno, presentata il 6 settembre alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il programma, in quattro puntate, condotto da Giacomo Poretti e realizzato da Showbiz insieme con il mensile Scarp de’ tenis, vuole dare risalto a un progetto che aiuta gli ‘ultimi’, che mette al centro dell’attenzione i senza fissa dimora, le persone che vivono in condizione di disagio e la loro voglia di riscatto.

Scarp de’ tenis è il più diffuso streetmagazine italiano, promosso dalla Caritas Ambrosiana e sostenuto, a livello nazionale, dalla Caritas Italiana. Al progetto prendono parte persone senza fissa dimora o che vivono l’emarginazione sociale, che hanno il compito di vendere il giornale guadagnando, così, una parte dei ricavi. Il programma televisivo declina le tematiche della rivista, documentando sul campo le storie che in essa vengono trattate.

«Lavorare su progetti di questo tipo è sempre una sfida – commenta Giacomo Poretti -. Bisogna andare oltre i pregiudizi, interessarsi alle cause. Il mio linguaggio è quello dell’ironia, che ti consente di trattare temi anche scomodi senza svilirli. Ho incontrato persone incredibili. Mi ricordo la storia di una persona che ha perso il lavoro, e non ha avuto il coraggio di dirlo agli altri. Ha mangiato per mesi in un refettorio. Questo gli ha permesso di rialzarsi. Ho provato anche io a mettere la pettorina e vendere la rivista. Non è stato facile».

Scarp de’ tenis non è solo un giornale, è anche un progetto sociale nato a Milano e diffusosi poi anche a Napoli, Torino, Vicenza, Venezia, Firenze, Rimini, Verona, Napoli, Genova, Salerno. Molti i riconoscimenti ricevuti negli anni: nel 2014, la Benemerenza Civica dal Comune di Milano, nel 2015 ha vinto Il Premiolino e, nel 2017, il Premio Internazionale Biagio Agnes.

Si legge sul sito della rivista: «Un giornale come Scarp punta anche a dare voce e diritto di parola agli “invisibili”. Raccontandone parabole di vita, problemi, punti di vista. Illustrando i fenomeni di impoverimento e marginalizzazione che li vedono, loro malgrado, protagonisti. Ma prima ancora, Scarp è una palestra per ritrovare la propria voce». Molte persone vengono aiutate, «sono italiani e stranieri, giovani e anziani, uomini e donne; soffrono di precarietà abitativa, dipendenze, disagio psichico. Per loro il giornale è uno strumento di dignità: lo vendono, lo scrivono (in parte), beneficiano delle opportunità di reinserimento che esso offre» (cf. http://www.blogdetenis.it).

Sul sito sono anche raccontate alcune storie. A Vicenza è ambientata la vicenda di Federica: «Abbiamo conosciuto Federica un anno e mezzo fa alla cena che Scarp e il gruppo di strada della Caritas avevano organizzato per l’ultimo dell’anno. La storia con lei è iniziata tra equivoci che l’hanno portata a dormire in strada per due mesi. Poi, finalmente l’inserimento all’albergo cittadino e la sua partecipazione a Scarp. Oggi Federica è sia venditrice che collaboratrice del giornale e frequentando la redazione si è scoperta appassionata di teatro».

A Napoli, invece, c’è Aldo: «Aldo, sessantenne, è a Scarp da 15 mesi circa. Quando è arrivato, dopo aver girato vari Centri di accoglienza, dormiva al Centro del Comune. Ha una storia come quella di tanti altri che hanno perso, all’improvviso, il lavoro e un passato differente da quello di coloro che hanno vissuto realtà difficili. (…) Adesso, finalmente, ha una stanza tutta sua che condivide con altri colleghi ed è molto felice perché, nei ritagli di tempo, può dedicarsi anche alla cucina. Ovvio, anche come cuoco, è davvero bravissimo».

Da Como a Catania, passando per Rimini, Firenze, Salerno, sono tante le vite narrate con un denominatore comune: l’invito alla speranza. Speranza innanzitutto nei confronti delle persone che, con gesti di solidarietà, aiutano a risollevarsi; nelle proprie capacità che sono lì, in attesa di qualcuno che le valorizzi. Speranza in una vita nuova che, con l’aiuto degli altri, è possibile.

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