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Italia > Società

La scrittura come mezzo per creare comunità ed inclusività

di Filippa Dolce

- Fonte: Città Nuova


C'è chi va a caccia di mostriciattoli virtuali e chi si riunisce, per le strade e nei giardini, e si improvvisa scrittore. Dall'idea di un diciottenne è nata #NewBookClubOnTheRoad, un'iniziativa che sta conquistando la Sicilia

#NewBookClubOnTheRoad

Mi stavo occupando, insieme ad una psicologa esperta di Gestalt, del nuovo fenomeno firmato Nintendo “Pokemon go”: giovani e non che si raccolgono in luoghi reali allo scopo di catturare pupazzetti virtuali, da possedere in maggior numero possibile, addestrare e far combattere tra loro in rete. Gruppi di persone, anche numerosissimi e di ogni età, ognuno con gli occhi incollati sul proprio smartphone, in isolamento reale relizzato grazie al  mondo virtuale. La chiamano "realtà aumentata", ma forse è il caso di chiedersi quanta "realtà" sia rimasta nella vita condivisa con e attraverso tanta tecnologia.

 

Negli stessi giorni mi imbatto in una foto postata su Facebook: Palermo, Piazza Garraffello, il cuore della Vucciria, ritrae dei giovani che reggono un cartello con una scritta #NewBookClubOnTheRoad. Li cerco, li contatto, mi unisco a loro sulle scale del Teatro Massimo.

 

#NewBookClub nasce in una stanza di un centro aggregativo 4 anni fa, un centro in cui si offre ai ragazzi dei quartieri a rischio, una oppotunità per guardare la realtà in un modo altro rispetto a quel che sembra essere l'unico a loro riservato. Uno di quei luoghi che contribuisce a ridurre la dispersione scolastica.

 

Nasce dalla mente di un ragazzo di 18 anni, Alessio, e dalla sua passione per la scrittura: “la scrittura può essere un percorso per abbracciare quei problemi, crisi evolutive normative e non normative, che un ragazzo, una ragazza, ma anche un adulto ha, e che da solo non riesce a superare o metabolizzare; perché condividere il proprio dolore allevia quella che è l’angoscia di sentirsi in preda a una solitudine che sconfina nell’ecologia del nostro ciclo di vita, dove spesso non ci sentiamo capiti, accettati, voluti”.

 

Casse artoparlanti per ascoltare musica, carta e penne gli unici strumenti necessari, 15 i componenti dentro le stanze del Centro e una buona continuità di presenze.

 

#NewBookClub  in 4 anni diventa il nido di ogni persona (dai preadolescenti agli adulti) che riesce a ritagliarsi due ore a settimana in cui potersi raccontare senza nascondere nulla tra le righe.

 

Dal 6 luglio di quest'anno il #NewBookClub si sposta dal Centro Tau – che da anni ospita il laboratorio – a tutto il centro cittadino. Ed è così che ne scopro l'esistenza e l'essenza.

 

#NewBookClub diventa #NewBookClubOnTheRoad, i componenti decidono di riunirsi ora nei luoghi più rappresentativi della loro città per dirsi ed ascoltarsi attraverso la scrittura. L'appuntamento è ogni mercoledì alle 17, uno di loro suggerisce un tema e appena tutti sono provvisti di carta e penna parte il tempo per scrivere (30- 40 minuti).

 

Ognuno si esprime nella forma che preferisce: c'è chi scrive testi di canzoni, chi scrive in versi, chi intreccia battute divertenti, chi usa il dialetto, tutti toccano corde esistenziali ed emozionali, le proprie e quelle di chi condivide il momento. Scaduto il tempo si fanno vicini vicini per poter sentire meglio e uno alla volta cominciano a leggere ad alta voce il proprio componimento a tutti gli altri.

 

Alla fine della lettura ognuno sceglie il testo che più ha sentito vicino a sè, si sceglie per empatia. Non c'è giudizio, nessuno è scrittore, tutti sono persona. Chi raccoglie più gradimenti suggerirà il tema della settimana successiva.

 

"La prima volta che ho dovuto leggere davanti ad altri è stato difficile, erano miei pensieri, ero io, e se non fossero piaciuti? Nessuno è costretto a leggere se non vuole, ma per me è stato importante. Mi sono sentita accolta, ho imparato a condividere e accogliere chi come me provava vergogna, ho capito che ognuno di noi è diverso, ma che abbiamo tanto in comune, e che se condividiamo ciò che siamo possiamo sostenerci a vicenda". A raccontare una delle tante esperienze è Chiara, ora ha 20 anni frequenta il gruppo da 4, di esperienze come la sua ce ne sono diverse e sono destinate ad aumentare.

 

Da 4 settimane i NewBooker attraversano, tappa dopo tappa, luoghi importanti della città e raggiungono inaspettatamente, attraverso il passaparola, la radio, i siti web e i social network, un’utenza nuova e inaspettata, in media una costante di quaranta persone, alcune di queste sono passanti incuriositi che hanno deciso di fermarsi.  Ad oggi sono arrivati alla quarta tappa dopo aver invaso, e conquistato con carta e penne, la Vucciria, le scale del Teatro Massimo, il Foro Italico

Riproduzione riservata ©

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