Dal 1° al 3 maggio 2026 la Cittadella Internazionale dei Focolari vicino Firenze ospita una nuova edizione del Primo Maggio di Loppiano, il Festival della Fraternità dedicato ai giovani che, dal 1973, richiama in Valdarno partecipanti dall’Italia e dall’Europa.
“ROOTS (radici), alla scoperta di ciò che ci unisce” è il titolo della manifestazione: tre giorni di incontro, storie, riflessioni, workshop, mostre, attività educative e sportive dedicati al tema delle radici e delle diversità culturali. Un invito a scendere in profondità, a riscoprire le proprie origini culturali e spirituali come punto di partenza per l’incontro con l’altro.
«In un mondo sempre più segnato dalle guerre, dai conflitti, dalle divisioni e dalle fragilità sociali, dove viviamo immersi in bolle digitali che rendono apparentemente superfluo l’incontro reale con l’altro, amplificando paure e diffidenze – spiegano Emanuele Fattore e Annachiara Fenaroli, tra i giovani organizzatori della manifestazione –, vogliamo invitare i partecipanti a Roots a riscoprire nella diversità delle rispettive radici personali, culturali e spirituali non dei muri che separano ma occasioni di incontro, conoscenza e arricchimento reciproco. È con questa cultura dell’incontro che vogliamo contribuire a costruire, assieme a tanti, una “pace disarmata e disarmante”».
Il 1° maggio: tra palco e “navigazione”
Cuore dell’evento è la giornata del 1° maggio. Si comincia alle 11:00 all’Auditorium che diventa spazio di provocazione e di riflessione personale, attraverso forme artistiche diverse: lettura, narrazioni, musica e danze. Fuori, nei prati antistanti il Salone San Benedetto, a partire dalle 12:00, i partecipanti potranno misurarsi con le diversità dell’altro “navigando” un simbolico oceano che bagna l’”Expo internazionale della fraternità”, un piccolo mondo ricostruito, dove circa 30 realtà, tra Paesi e associazioni, aprono le loro porte ai naviganti per tessere un dialogo vivo e diretto su storie, tradizioni, usanze, per il superamento di stereotipi e pregiudizi.
Tra i Paesi e le aree geografiche rappresentate: Argentina, Brasile, Colombia, Costa Rica, Etiopia, Filippine, Francia, Guatemala, Irlanda, Madagascar, Medio Oriente, Messico, Myanmar, Nigeria, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Venezuela. Tra le realtà associative locali, nazionali e internazionali: Associazione Amici del Valdarno – Comunità Islamica, APS Amici di Santa, Centro Sportivo Italiano, Città Nuova Editrice, Economia Disarmata, Istituto Universitario Sophia, Movimento Laudato Si’, Nuovi Orizzonti, Polo Lionello Bonfanti.
L’Expo è anche il luogo della 4a tappa del CSI in Tour 2026, il villaggio sportivo itinerante del Centro Sportivo Italiano. Durante la giornata sarà possibile sperimentare gratuitamente lo sport ed il gioco. Un’esperienza aperta a tutti, che valorizza lo sport come linguaggio universale di incontro, inclusione e relazione.
Alle 16:00 la giornata prosegue in Auditorium, con “Ciò che ci unisce”, un’esperienza di riflessione, musica, teatro, danza e testimonianze: storie di migrazione, esclusione e fragilità illuminate di speranza grazie all’incontro con persone di buona volontà e all’impegno civile.
La giornata si conclude all’aperto con una performance collettiva, tra bandiere, musiche interculturali e danze per testimoniare un’umanità variegata e plurale che sceglie di camminare insieme per costruire la pace.
2 maggio – Approfondire e creare
È la giornata dedicata all’approfondimento attraverso i laboratori tematici, artistici ed educativi, progettati per consolidare l’esperienza vissuta e far sì che il tema di quest’anno metta “radici” forti e stabili in ogni partecipante.
3 maggio – Un gesto per il futuro
La giornata conclusiva è segnata da un gesto simbolico e concreto: la piantumazione di alcuni alberi, segno di cura del Creato e responsabilità verso le generazioni future.
Una storia lunga più di cinquant’anni
Nato il 1° maggio 1973, il Primo Maggio di Loppiano è cresciuto come spazio di riflessione e di esperienza sui grandi temi del presente: pace, dialogo, giustizia, fraternità, cura del Creato. Inserito nella vita della Cittadella Internazionale di Loppiano, abitata da persone provenienti da oltre 70 Paesi, il festival continua a essere un laboratorio vivo di fraternità. L’esperienza di convivenza basata sulla legge evangelica dell’amore reciproco («Che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi», Gv 15, 12) che si vive in questa piccola città tra persone di differenti culture, lingue, religioni e Paesi, ha ispirato questo festival in cui linguaggi diversi contribuiscono a comporre un’esperienza unica e arricchente.
Ogni anno, sono i giovani stessi a scegliere il tema e a mettere in gioco creatività e talenti per proporre un festival rinnovato e coinvolgente fatto di spettacolo, laboratori d’arte, danza, musica, teatro, seminari, testimonianze, momenti di dialogo interculturale e spirituale, expo, mostre.
Con “ROOTS, alla scoperta di ciò che ci unisce”, il Primo Maggio di Loppiano 2026 rilancia, proprio a partire dal giorno simbolo del lavoro e dell’impegno civile, un messaggio chiaro: la pace si costruisce a partire dalle relazioni, dall’ascolto delle differenze e dalla volontà di incontrare e accogliere l’altro. «Perché solo risalendo alle nostre comuni radici possiamo davvero incontrarci: la nostra pace non può esistere senza quella degli altri», spiegano i giovani organizzatori.
Una rete per la fraternità
Il Primo Maggio di Loppiano 2026 è un evento della Settimana Mondo Unito. È promosso dalla Cittadella Internazionale di Loppiano assieme ai Giovani del Movimento dei Focolari. È cofinanziato dall’Unione europea grazie al Programma Erasmus+ e realizzato con il contributo di: FG3, Coesioni, Gen Verde; e la collaborazione di Economy of Francesco, Polo Formazione Continua & Accompagnamento, Polo FIAT, Associazione Culturale Dancelab Armonia, AsOne.
