La Frontiera che respinge e uccide

La giustizia amministrativa francese, ha accolto 20 ricorsi presentati da avvocati italiani e francesi, e riconosciuto l'illegittimità delle procedure di respingimento, praticate dalla polizia di frontiera francese, nei confronti di minori non accompagnati

Le autorità francesi continuano a negare i diritti delle persone che attraversano la frontiera per raggiungere la Francia, malgrado le numerose condanne di queste pratiche da parte dei tribunali locali. Il ripristino dei controlli alle frontiere interne deciso dal governo francese alla fine del 2015, e regolarmente rinnovato fino ad oggi, non può giustificare la violazione di principi fondamentali quali la protezione dei minori, il divieto di detenzione arbitraria o ancora il diritto d’asilo. “Eppure ogni giorno le autorità francesi respingono verso l’Italia minori stranieri non accompagnati, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia”. E a molti viene di fatto impedito di chiedere asilo in Francia.

Ma è di questi giorni la notizia che la giustizia amministrativa francese, ha accolto 20 ricorsi presentati da avvocati italiani e francesi, e riconosciuto l’illegittimità delle procedure di respingimento, praticate dalla polizia di frontiera francese, nei confronti di minori non accompagnati. Lo scrive Amnesty International che, assieme a altre associazioni umanitarie, hanno assistito ai respingimenti di minori non accompagnati effettuati alla frontiera di Menton Garavan. Secondo Amnesty il giudice ha riconosciuto l’illegittimità delle pratiche di respingimento sospendendo il “refus d’entréè”  per 19 minori. Solamente tra il 26 e il 28 novembre 2017, sono stati circa 150 i respingimenti verso l’Italia di persone che non hanno avuto accesso alla procedura di asilo, e 30 bambini stranieri rimessi nel treno in direzione di Ventimiglia, senza alcuna misura di protezione.

“Le autorità francesi – si legge in una nota di Medici senza frontiere – continuano a respingere ogni giorno bambini stranieri in Italia, in violazione della convenzione internazionale sui diritti del fanciullo”. Le organizzazioni umanitarie che hanno preso parte all’operazione continueranno “a interpellare il governo francese affinché si fermino immediatamente le pratiche illegali frequenti sul territorio francese alla frontiera italiana”. Dalla fine del 2016, più di 20 persone sono morte nel tentativo di varcare la frontiera per arrivare in Francia, Svizzera o Austria. Quindici solo al confine tra Italia e Francia. Alfatehe Ahmed Bachire, 17 anni, sudanese, annega nel giugno 2017 mentre si pulisce le scarpe nelle acque del Roja, lo stesso fiume in cui sette mesi prima aveva perso la vita un altro migrante, il cui corpo non è mai stato ritrovato. Molti hanno perduto la vita sulle montagne, lungo il cosiddetto “passo della morte”, usato nel passato da ebrei in fuga, partigiani e contrabbandieri. È il caso di due giovani senza nome, ritrovati nel marzo 2016 lungo il sentiero Grimaldi. A settembre, un altro giovane di origini africane muore precipitando da un viadotto dell’autostrada, mentre tenta di fuggire dalla polizia di frontiera. Milet Tesfamariam, una diciassettenne di origine eritrea, perde la vita lungo l’A10, investita da un tir. Pochi giorni dopo, il 21 ottobre, un altro migrante viene ucciso da una vettura sulla stessa strada. Nel 2017 tre migranti sono stati travolti da treni nel tentativo di oltrepassare la frontiera e altri tre sono rimasti fulminati dall’elettricità lungo le rotaie.

L’hanno chiamato “La Frontiera che uccide” il rapporto redatto da Medici senza Frontiere e costituisce il seguito dell’indagine contenuta in Fuori campo – Richiedenti asilo e rifugiati in Italia: I minor che vengono respinti alla frontiera francese di Ventimiglia sono una realtà quasi quotidiana. A metà del mese scorso  associazioni umanitarie italiane e francesi, tra cui Amnesty International France, Médecins du Monde, Médecins sans frontières Secours Catholique Caritas France, Pastorale des migrants de Nice, Diaconia Valdese, Terre des Hommes Italie, si sono mobilitati alla frontiera franco-italiana per permettere alle persone che si presentavano alla frontiera francese di esercitare i loro diritti, nel rispetto della legislazione nazionale, europea ed internazionale e portato assistenza a persone illegalmente respinte dalle autorità francesi permettendo loro di far valere i proprio diritti dinanzi al tribunale di Nizza. Quest’ultimo è stato adito in merito ai casi di respingimento di 20 minori non accompagnati.

In parallelo, i rappresentanti delle associazioni hanno effettuato durante tutto un weekend un lavoro di osservazione alla stazione di Mentone Garavan e davanti alla stazione della polizia di frontiera di Mentone Pont Saint-Louis, constatando che quest’ultima viene utilizzata come luogo di detenzione, 36 persone in questo locale durante la notte da sabato a domenica, per periodi fino a 12 ore. Questi trattenimenti superano la durata massima prevista dalla legge e si verificano in condizioni indegne, senza che le persone private della libertà abbiano accesso ad un avvocato, ad un interprete, ad un medico o a un telefono, in violazione della legge e della sentenza del Consiglio di Stato del 5 luglio 2017.

Le organizzazioni firmatarie continuano a interpellare il Governo francese affinché interrompa le pratiche illegali di non accoglienza dei richiedenti asilo e dei minori non accompagnati che si verificano alla frontiera con l’Italia. Il Governo deve rispettare la legislazione francese ed europea ed il diritto internazionale e la situazione delle persone che attraversano o si presentano alla frontiera deve essere esaminata nel pieno rispetto dei diritti.

 

 

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