«La fratellanza è la nuova frontiera dell’umanità»

Nella ricorrenza della firma da parte di papa Francesco e dell’imam di al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, del Documento sulla “Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la convivenza comune”, si è celebrata quest’anno la prima Giornata della Fratellanza umana voluta dall’Onu. Assegnato il premio Zayed 2021 per la Fratellanza umana a Latifa Ibn Ziaten e Antonio Guterres.
Musulmani e cristiani insieme

Il 4 febbraio del 2019 ad Abu Dhabi papa Francesco e l’imam di al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb firmarono un documento congiunto: il documento sulla “Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune. Si trattava di una svolta storica. Per la prima volta due capi religiosi, di cui uno il papa di Roma, si indirizzavano insieme ai seguaci delle rispettive fedi per invitarli, insieme a tutti gli uomini e le donne della terra, a lavorare per la fratellanza universale. Sono trascorsi due anni e quel giorno è diventato un punto di riferimento nella geo-politica mondiale e, in modo particolare, anche all’interno della Chiesa cattolica, pur con non poche resistenze.

La firma e l’evento non sono rimasti un fatto isolato. Pochi mesi dopo è stato istituito l’Alto Comitato per la fratellanza umana al fine di tradurre le aspirazioni del documento in impegni e azioni concrete. Fra le varie iniziative dell’Alto Comitato figurano una Casa famiglia abramitica, con una sinagoga, una chiesa e una moschea, sull’Isola Saadiyat ad Abu Dhabi. Inoltre, si è costituita una giuria indipendente per assegnare il Premio Zayed per la Fratellanza umana, che premierà ogni anno persone e iniziative che si sono distinti per l’impegno permanente a favore della fraternità umana.

Nel frattempo, su proposta delle Nazioni Unite, il 4 febbraio verrà celebrato ogni anno come la “Giornata della Fratellanza umana”. Si tratta, ha affermato nei giorni scorsi Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, di una celebrazione che risponde al chiaro invito rivolto da papa Francesco a tutta l’umanità a costruire un presente di pace nell’incontro con l’altro. L’invito del pontefice è stato accolto a diversi livelli, fra cui appunto le Nazioni Unite, ed lteriormente valorizzato e arricchito di significato dalla recente enciclica Fratelli Tutti, pubblicata nell’ottobre del 2020. «Questi incontri sono un modo per realizzare un’amicizia sociale autentica», ha aggiunto il cardinale Ayuso Guixot.

In questi giorni in occasione del secondo anniversario dell’evento di Abu Dhabi, è stato assegnato per la prima volta il premio ‘Zayed 2021 per la Fratellanza umana’, che è andato all’attivista Latifa Ibn Ziaten e Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu. Quest’ultimo, nel corso degli ultimi dodici mesi, durante l’epidemia di coronavirus, ha ripetutamente fatto appello affinché si potesse arrivare ad una tregua globale in tutto il mondo per concentrarsi insieme sulla vera lotta: sconfiggere il Covid-19».

Latifa Ibn Ziaten, originaria del Marocco, è residente dal 1977 in Francia. È madre di cinque figli ed ha fondato l’Associazione “Imad per la gioventù e la pace”. Nel 2012, uno dei suoi figli, paracadutista nell’esercito francese, fu assassinato da un giovane jihadista. Latifa Ibn Ziaten si impegnò per capire che cosa avesse spinto l’autore dell’omicidio a quell’atto tremendo. La donna si trovò di fronte al mondo di coloro che non si sono mai integrati nella società francese. Per questo ha dato vita all’associazione intitolata a suo figlio che l’ha portata a promuovere l’armonia sociale in tutti gli angoli della Francia.

La celebrazione della Giornata della fratellanza umana si è svolta, ovviamente, via web ed è stata organizzata ed animata da circa 200 persone di una trentina di Paesi. Significativi gli interventi dei protagonisti: oltre ai due premiati, sono intervenuti il Grand Imam di al-Azhar, al Tayyeb, e papa Francesco. Il primo con un discorso in arabo ed il papa con un indirizzo in spagnolo preceduto da un saluto molto caloroso rivolto agli altri leaders religiosi.

Bergoglio ha sottolineato le prime parole del suo indirizzo – sorelle e fratellicome le chiavi per affermare la fratellanza. Proprio in questo spirito si è poi rivolto al Grand Imam che ha definito ancora una volta, come in passato, «fratello mio, amico mio, mio compagno di sfide e di rischi nella lotta per la fratellanza». Parole importanti che rivelano quanto il cammino per l’incontro, la redazione e la firma del documento non siano stati del tutto facili.

Papa Francesco ha ringraziato il leader musulmano anche «per la compagnia nel cammino per la riflessione e la redazione del documento che è stato presentato due anni fa». Non solo. Ha riconosciuto come la testimonianza del Grande Imam egiziano sia stata di aiuto anche a lui per il coraggio nel superare ostacoli comuni o meno e aiutarsi reciprocamente sulla via del dialogo.

Papa Francesco ha, poi, continuato parlando della riconoscenza verso coloro che si sono impegnati in questo cammino e hanno «scommesso sulla fratellanza, perché oggi la fratellanza è la nuova frontiera dell’umanità». In effetti, come il pontefice ripete da tempo, «o siamo fratelli o ci distruggiamo a vicenda». La fratellanza ha la sua radice nella paternità universale di Dio e, pur nella grande diversità di culture, etnie e religioni, è necessario costruire lo spirito dei figli e delle figlie di Dio che si scoprono fratelli e sorelle: questa è la via della fratellanza. Sta qui, ha ribadito Bergoglio, «la frontiera sulla quale dobbiamo costruire; è la sfida del nostro secolo, è la sfida dei nostri tempi».

Papa Francesco, poi, si è rivolto ai due premiati ringraziandoli per la loro testimonianza. Un grazie particolare è andato a Latifa Ibn Ziaten, della quale ha ripreso le ultime parole  – «siamo tutti fratelli» – ringraziandola per la sua testimonianza nel seminare e diffodere parole d’amore ed essere stata madre di molti ragazzi e ragazze e «di essere madre oggi di questa umanità che ti sta ascoltando e che impara da te».

La fratellanza, dunque, è sempre più percepita e promossa come cifra non tanto e non solo religiosa, ma anche e, soprattutto, sociale e politica, nel vero senso di questo termine, come cura e attenzione al bene comune.

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