La forza disarmata delle parole

Quando il vuoto si riempie di un dono d’amore senza misura.
Gente
«Il giorno tre del mese di luglio dell’anno duemilaotto alle ore undici e minuti trenta…». È sorprendente come ci siano parole che riescano a contenere anche a distanza di tempo tutta la forza di un evento. Capirne il significato è tuttavia un’altra cosa. Spesso gli avvenimenti ci sovrastano, o passano oltre senza che riusciamo a trasformarli in forza vitale, anzi ci lasciano soli, senza parole.

Rileggo le prime righe di quell’estratto dal registro degli atti di morte e assieme al dolore acuto che ancora provo nel ricordare quella mattina in ospedale. Penso alla pienezza di quegli attimi, mia moglie, i figli e tutte le persone con le quali era stata unita da una convinzione e una speranza particolari: che sia possibile condividere con gli altri ogni momento e che questo diventi un atto di amore che dia senso, conforto e luce anche nelle situazioni più dolorose.

 

È un cammino che non si compie da soli. «Amatevi gli uni gli altri» è molto più di un semplice precetto morale, è una condizione essenziale perché le nostre vite siano vive, vere. Se c’è amore, ho sorelle e fratelli accanto, si intrecciano rapporti e legami che danno vita a comunità solidali, nelle quali le parole riacquistano la forza vitale da cui nasce la comunione e la condivisione.

Mi colpisce, sempre di più, quante parole ci avvolgono nell’ambiente mediatico in cui viviamo. Tuttavia, sembra che non abbiano la capacità di farci sentire uniti da un unico destino, fratelli di un’unica famiglia umana. Prevalgono le parole ideologiche, quelle che uniscono per identità e fazione e accorciano la visuale.

 

C’è una parola disarmante e disarmata, che in modo misterioso Chiara chiama: «Parola per eccellenza, Parola tutta spiegata, Parola

aperta completamente». Tu la leggi, “Gesù abbandonato”, e diresti il contrario. Quell’Uomo-Dio fa l’esperienza di essere abbandonato da tutti. Eppure compie un gesto apparentemente inutile, si riconsegna all’amore del Padre e diventa lui l’amore unificante di Dio. Il vuoto, specchio di tante realtà che viviamo, si riempie di un dono d’amore senza misura.

 

Le parole possono avere questa forza disarmata? È forse questa una delle debolezze maggiori che viviamo oggi, non riuscire a farci dono e ascolto di parole di vita, le quali generino accoglienza, fraternità, giustizia verso chi è più debole e indifeso. Eppure, comunità di persone che vivono con questa libertà interiore possono provocare un cambiamento radicale di mentalità.

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