La Fiera del Levante rilancia

Il Presidente Conte partecipa all’appuntamento barese: Europa, Mezzogiorno, Ambiente, per un’economia e un’ecologia comune

Settembre segna la tappa del nuovo inizio dell’anno scolastico e in qualche modo si può dire la stessa cosa per i rappresentanti di governo che come prima “lezione” a scuola partecipano alla Fiera del Levante in corso a Bari dal 14 al 22 settembre.

La campionaria di Bari, giunta all’ottantatreesima edizione, è un appuntamento fisso per rilanciare l’economia barese, pugliese, del Mezzogiorno. È la vetrina di nuovi progetti e idee di enti associativi, commerciali ed istituzionali che aprono spazi espositivi delle eccellenze. Molte sono le positività che stanno dando fermento alla Puglia e al Sud, ma forse è tempo di “rendere strutturale il piano strutturale del Sud”. Ad affermarlo è proprio il presidente Giuseppe Conte invitato, come tocca fare al premier, ad inaugurare la Fiera del Levante. I padiglioni dedicati all’innovazione sociale, oltre a quelli della Regione e del Comune, più istituzionali, ma comunque disponibili ad accogliere idee dei cittadini per dare impulso al futuro rappresentano quel capitale di cui parla Conte: «Vogliamo rendere strutturale quattro direttrici principali: lo sviluppo del capitale fisico, la valorizzazione del capitale umano, il potenziamento del capitale sociale e la cura del capitale naturale».

La stessa Fiera del Levante è un contenitore che si sta rilanciando da qualche anno. Dal 2017 è gestita dalla Camera di Commercio di Bari e da Bologna Fiere. L’impegno maggiore, infatti, è quello di renderla nuovamente attrattiva anche per i baresi, per lunghi anni fin troppo abituati a visitare il grande impianto fieristico senza una spinta di novità, ma legati alla visione di una Fiera “nostalgica” legata ad altri periodi storici, quando la campionaria era un appuntamento irrinunciabile. La “Nuova Fiera del Levante” si inserisce nel discorso di nuovo sviluppo del Sud e della città di Bari che sta avvenendo proiettando il capoluogo pugliese in una dimensione europea. Il Presidente del Consiglio confermando la “grande lealtà e correttezza istituzionale, grande senso di responsabilità” ha accolto, infatti, la proposta del sindaco Decaro di portare il prossimo G20 in Puglia. Bari ha già dato prova di poter accogliere eventi di livello internazionale.

Anche la Fiera rientra tra le cose da migliorare nel panorama italiano, ma quest’appuntamento è importante per ricordare che l’Italia si può definire tra i leader in Europa per export e industrie manifatturiere; inoltre è tra i paesi dell’Ue sono in cui avviene un incremento degli investimenti in business digitale. Il filo conduttore della Fiera edizione 2019 è quello legato all’ambiente e all’emergenza climatica. Il titolo “Non abbiamo un pianeta B” riecheggia tra gli stand come in quello del Meeting del Volontariato “GenerAzioni” che accoglie oltre 140 associazioni e realtà del no profit e 2.000 volontari del barese che con eventi, presentazioni di libri, concerti mettono in luce il bisogno di educare le generazioni a nuove consapevolezze e soprattutto mettersi in azione reciproca per il bene comune. Oltre agli spazi dedicati al biologico e all’immancabile galleria delle nazioni che ospita l’artigianato di tutto il mondo, l’attenzione all’integrazione e all’ecologia diventa prerogativa per Bari, per l’Italia e per l’Europa.

Fondamentale è collaborare, termine che fino a qualche mese fa sembrava essere inserito tra le ultime pagine del vocabolario. Invece proprio Conte ne parla: «Europa, Mezzogiorno e ambiente sono opportunità essenziali da cogliere all’interno di una nuova stagione riformatrice che ho l’onere e l’onore di avviare come presidente del Consiglio. Non si tratta di questioni separate l’una dall’altra. Le parole economia ed ecologia hanno una radice etimologica comune di origine greca, oikos appunto, che ci richiama al concetto di «casa comune». È proprio la cura di questa «casa comune» che ispira la nostra azione a beneficio del Paese. Cura della sua dimensione internazionale, con particolare riferimento alla casa comune europea, cura di ogni area del territorio nazionale, per livellare le disuguaglianze e garantire eque opportunità, cura dell’ambiente naturale di cui tutti noi facciamo parte e da cui traiamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per vivere».

Casa comune che come ha ricordato il sindaco Decaro deve trasformare l’accoglienza in integrazione; casa comune messa un po’ in pericolo per le generazioni future. Miriam Martinelli, sedicenne e leader italiana del movimento Friday for Future, intervenuta all’inaugurazione della mostra fotografica “Donne nello spazio”, ha ricordato l’emergenza climatica proprio nel contesto pugliese ossessionato dal caso Ilva.

Casa comune che forse gioca il suo futuro oscillando tra tradizione e innovazione proprio nello spirito della Fiera del Levante.

 

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