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La fata Melania ha un problema

– Bene, mi sembra che non manchi niente – dice la fata Melania, controllando gli ingredienti necessari per fare la torta di mele, sul tavolo della cucina. Poi prende in mano la bacchetta magica, la fa volteggiare per tre volte sopra il tavolo e… Tutti vi aspetterete già di sentire nell’aria un buon profumino di torta. Anche Melania se l’aspetta, invece non è successo niente: gli ingredienti sono ancora lì, allineati sul tavolo. “Forse ho dimenticato le uova”, pensa Melania. No, eccole lì, di fianco alla farina. “Forse ho contato male…” . Con attenzione, ripassa la bacchetta sopra il tavolo una, due, tre volte, ma della torta, neanche l’ombra. Melania si siede, sconsolata. – Questo era il mio ultimo tentativo! – dice al suo gatto Pompeo, che la sta fissando con aria interrogativa – Era la magia che mi è sempre riuscita meglio: se non ce l’ho fatta, vuol dire che in questa bacchetta c’è proprio qualcosa che non va. Sì, da un po’ di tempo a Melania succede una cosa terribile per una fata: la sua bacchetta magica non sa più fare nessuna magia. – Una fata che non può più fare magie non è più una fata, mio caro Pompeo. Dovrò andarmene dal bosco, altrimenti tutti mi prenderanno in giro! Ma cosa è successo alla bacchetta della fata Melania? Lei non lo sa e continua a rigirarla tra le mani. – Forse è rotta – dice. Ma non ci sono segni di rottura sulla bella bacchettina dorata. – Forse le si sono scaricate le pile – prova a suggerire il gatto. – Non resta che portarla da Teodoro – conclude la fata. Si getta sulle spalle un mantello di seta azzurra, infila la bacchettina nella borsetta e, seguita da Pompeo, si avvia verso il negozio di quel mago, ricavato nel cavo di una grande quercia. In vetrina, spicca un cartello con la scritta: SI RIPARANO OROLOGI E ALTRO. “Altro” vuol dire: occhiali, biciclette, fisarmoniche, televisori e tutto quello che volete. Sulla porta del negozio, la fata incontra la talpa Mariuccia che ha appena ritirato la sua zuccheriera ed molto soddisfatta, perché non si vede neppure il segno dell’incollatura. Seduto dietro al banco, il mago sta infilando con pazienza le gocce di rugiada che si sono sfilate dalla collana di fata. – Cosa ti è successo, mia cara? l’aria veramente preoccupata – chiede, vedendo entrare Melania.. – Eh, ha un grosso problema: la bacchetta magica non sa più fare magie – dice Pompeo perché la non riesce più a parlare: ha un grande nodo in gola al pensiero che alla bacchetta magica possa essere successo qualcosa di irreparabile. Melania appoggia delicatamente bacchettina sul tavolo di Teodoro. – Quali genere di magie non sa fare? – chiede il mago. – Tutte! Sono tre giorni che le provo tutte e non ne fa più nemmeno una! – E quali magie faceva prima? Gli occhi di Melania si illuminano: Oh, mago Teodoro, faceva magie meravigliose: preparava torte di tutti gusti e di tutti i formati, lavava il bucato in un batter d’occhio, riordinava l’intera casa. E poi, senti che cosa fantastica: mi faceva diventare piccolissima, così potevo nascondermi nella tana della formiche e, ogni anno, ero io che vincevo la gara di nascondino organizzata nel bosco! – Tutto qui? – domanda Teodoro. – Ti sembra poco? – dice, risentita, la fata – Non sono magie straordinarie? – È vero.Vedrò di aggiustartela.Torna domani pomeriggio. Il giorno dopo, Melania corre al negozio di Teodoro che la sta già aspettando davanti a una teiera fumante. Il mago fa accomodare Melania su una poltroncina, versa il tè alla menta nelle tazze, poi va a prendere la bacchettina dorata e gliela riconsegna. – La tua bacchetta magica non è rotta, Melania. – Ah, benissimo, mi hai tolto un gran pensiero! – La tua bacchetta magica è solo stanca. – Forse hai ragione,Teodoro, credo di averle fatto fare un po’ troppo bucato… mi dispiace, ma adesso la metterò a riposo per un po’.Te lo prometto. Il mago sembra non ascoltarla e prosegue: – La tua bacchetta magica, Melania, è stanca di fare magie inutili. Adesso la fata è tutta orecchi ad ascoltare Teodoro, che dice: – Vedi, fare magie non è da tutti. Pensa alla fatica delle formiche per trasportare nelle loro tane tutte le briciole che trovano sul prato o a quella degli uccellini per costruire il loro nido, un fuscello dopo l’altro; a quanti viaggi devono compiere le api per riempire le cellette dei loro alveari: sarebbe bello se tutti potessero annullare le loro fatiche con un semplice colpo di bacchetta magica, come fai tu! Capisci adesso? Fare magie è un dono e non lo si può usare solo per sé. Teodoro beve un lungo sorso di tè e aggiunge, con aria grave: – Fare magie, Melania, è una grande responsabilità. Sulla guancia della piccola fata scivola una lacrima che Teodoro asciuga, aggiungendo con dolcezza: – Tu sola puoi aggiustare la tua bacchetta magica, perché si tratta di donarle un cuore. Melania lascia il negozio pensierosa. Adesso sa che deve dare un cuore alla sua bacchetta magica. Ma come fare? Non ci sono negozi che vendano cuori, pensa la fata. Un lamento, proveniente da un cespuglio, la distoglie dai suoi pensieri. Melania scopre così una volpe, intrappolata in una tagliola. – Non avere paura, ti libero io. Inginocchiata accanto alla volpe, la fata prova ad aprire la tagliola, ma non ha la forza sufficiente per allargare le lame. – Coraggio, piccola volpe, adesso passerà qualcuno e ci aiuterà… Melania si guarda attorno, ma non scorge nessuno.Vede soltanto la sua bacchetta magica che, nella fretta, ha gettato per terra: – Perché non ci ho pensato prima? – esclama. Fa volteggiare la bacchettina sopra la tagliola e la volpe è subito liberata. – Grazie – dice alla fata – mi ricorderò sempre di te. Ma Melania non la sente. Sta stringendo al cuore la sua bacchetta magica: le sembra di sentirla palpitare! Con essa tra le mani, corre da un capo all’altro del bosco: riempie la dispensa delle formiche, fa rifiorire un vecchio ciliegio ormai secco, ridona i colori alle ali sbiadite di una farfalla, mette una stellina d’oro sul cappello di una fata un po’ triste. Così fino a sera. Melania sparge nel bosco i suoi doni, fa fiorire dovunque gioia e sorrisi. Poi torna a casa, un po’ stanca. E a casa c’è ancora qualcosa che l’aspetta. – Il bucato da fare! – esclama. La fata guarda la sua bacchetta magica e dice: – Questo posso farlo io, tu riposati. Si rimbocca le maniche e immerge le braccia nella schiuma, canticchiando. Questa sera Melania è felice: ha dato un cuore alla sua bacchetta magica, il suo.

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