La comunicazione è un’onda

Si può manipolare l’opinione pubblica? Un film mostra come.
Vignetta di Vittorio Sedini

«Si possono capire gli ideali di una nazione dalla sua pubblicità» (Norman Douglas)
 
Il film tedesco L’Onda (2008), del regista Dennis Gansel, è tratto dal romanzo omonimo di Todd Strasser, basato su un fatto realmente accaduto in una scuola di Palo Alto, in California.
In un liceo tedesco il professor Wenger, affrontando il tema dell’anarchia, organizza un esperimento con la propria classe, per mostrare come le masse possano essere manipolate. Gli studenti sembrano poco coinvolti nel progetto, perché ritengono impossibile che nella moderna Germania possa essere instaurata una nuova dittatura.
Su suggerimento del leader-insegnante, il gruppo-classe modifica la disposizione dei banchi (gli studenti migliori vengono messi accanto a quelli meno preparati), stabilisce regole di comportamento, seleziona una divisa (camicia bianca e jeans), attribuendosi – attraverso un referendum – il nome di Onda.
Viene ideato anche il relativo logo e il saluto (il movimento di un’onda, eseguito con il braccio destro) tra i membri del gruppo.
Il miglioramento dei risultati scolastici e l’organizzazione di alcune iniziative culturali e ricreative, cementano e galvanizzano il nuovo movimento, che inizia ad escludere e denigrare i giovani non appartenenti al gruppo.
Wenger, preoccupato per alcuni comportamenti discriminatori e violenti, comunica lo scioglimento dell’Onda nel corso di una riunione interna, dove emerge una forte intolleranza verso coloro che esprimono opinioni diverse o dubbi sui comportamenti di alcuni membri del movimento. Il professore, ricordando l’obiettivo dell’esperimento («è possibile il ritorno del nazismo in Germania?»), mostra agli studenti come il loro atteggiamento sia una pericolosa forma di intolleranza e una possibile premessa all’avvento di una dittatura.
La conoscenza della storia del nostro Paese è uno strumento fondamentale per capirne l’identità e per promuoverne l’evoluzione culturale e sociale.
Il sistema dei media può svolgere, in tal senso, un ruolo determinante e questo film rappresenta un eccellente esempio, che potrebbe essere diffuso nelle scuole superiori italiane. Nella speranza che possa ispirare qualche comunicatore nostrano.
Nel link una scena del film: http://www.youtube.com/watch?v=ZGhHuoP9_W8

cardarelli.raffaele@gmail.com

 

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