Kofi Annan torna a casa

I resti dell'ex segretario generale delle Nazioni Unite e vincitore del Premio Nobel per la pace sono arrivati in patria per i funerali nazionali. L’orgoglio e il cordoglio

I resti di Kofi Annan hanno lasciato Ginevra a bordo di un aereo privato, con la bara ricoperta con la bandiera azzurra delle Nazioni Unite. L’aereo è arrivato all’aeroporto internazionale di Kotoka lunedì alla presenza del presidente del Ghana Nana Akufo-Addo per la cerimonia di accoglienza dei resti del grande uomo politico.

La bara è stata portata a spalla da sei soldati ghanesi, mentre per il percorso funebre la bandiera delle Nazioni Unite è stata sostituita da quella del Ghana. Hanno partecipato alla cerimonia anche i leader delle strutture tribali tradizionali del Paese, i più alti esponenti del clero, i massimi leader militari e politici. Il diplomatico e vincitore del premio Nobel per la pace 2001 – il primo leader Onu dell’Africa sub-sahariana – era deceduto il 18 agosto all’età di 80 anni.

Giovedì 13 settembre  si svolgeranno i funerali nazionali, nella capitale Accra. Il pubblico è attualmente autorizzato a rendere omaggio alle spoglie di Kofi Annan. Numerosissime personalità da tutto il mondo sono attese per la cerimonia ufficiale di addio. Kofi Annan, che risiedeva in Svizzera, sarà sepolto nel nuovo cimitero militare di Accra, la capitale di un Paese esemplare in termini di democrazia, «il luogo più appropriato per ospitare il defunto Kofi Annan», ha affermato alla fine di agosto il presidente Nana Akufo-Addo.

«Era uno degli uomini più illustri della sua generazione», ha chiosato il primo cittadino del Ghana.

Già all’annuncio della morte di Kofi Annan, il Ghana aveva dichiarato una settimana di lutto nazionale, mettendo a mezz’asta tutte le bandiere del Paese, anche se l’uomo politico aveva lasciato il Ghana tanti decenni prima, per la Svizzera, dove aveva continuato i suoi studi all’Università di Ginevra nei primi anni ’60, seguiti da una lunghissima carriera, quattro decenni, alle Nazioni Unite.

Poi Il diplomatico ghanese, al termine della sua avventura onusiana, si era finalmente stabilito in Svizzera nel 2006, alla fine del suo secondo mandato come segretario generale.

La morte di Kofi Annan – spesso citato come esempio da seguire per alcuni Paesi africani, soprattutto per le sue qualità di negoziatore e di diplomatico instancabile – è un duro colpo per i giovani del continente che avevano e hanno bisogno di modelli e di punti di riferimento, soprattutto nei molteplici conflitti che insanguinano l’Africa e che certamente Annan avrebbe contribuito a risolvere.

 

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