Jacinda e Neve all’Onu

La premier e il bebè: l’Assemblea generale dell’Onu ha recentemente assistito ai discorsi del primo ministro di Wellington e ai gridolini divertiti di sua figlia. Un po’ di umanità in un ambiente compassato, e un impegno per permettere alle donne di essere contemporaneamente madri e donne in carriera. Una notizia da non perdere nella Settimana delle Good News

La primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, e sua figlia Neve hanno davvero fatto storia alle Nazioni Unite, partecipando all’assemblea: un doppio record, potremmo dire.

Per una mamma primo ministro che non ha paura di portare il suo piccolo con sé in un’assemblea che ha come platea il mondo intero.

Un segno di audacia, indubbiamente, di giovinezza e freschezza, in un ambito in cui si è abituati a capelli bianchi, giacca e cravatta, scorte armate e tanta formalità. Una bellissima bimba, di 3 mesi, con la quale la primo ministro ha giocato prima di fare il suo discorso all’incontro per la pace intitolato a Nelson Mandela.

Il 21 giugno scorso, la primo ministro Ardern, aveva dato alla luce Neve Te Aroha, e all’inizio di agosto era ritornata al lavoro. La primo ministro, che è arrivata a New York con un volo di linea dopo 17 ore di viaggio (un esempio) ha chiesto scusa ai passeggeri per il disturbo arrecato della bimba durante il viaggio.

Ad un giornalista della testata nord americana Nbc, che le ha chiesto cosa fosse più impegnativo, governare una nazione oppure una bambina, lei ha risposto: «Entrambi». Poi ha continuato: «Il mio lavoro ha pienamente realizzato le mie aspettative: ma avere una figlia ha sorpassato tutte le mie aspettative sulla maternità». Suo marito, il presentatore tv Clarke Gayford, è il primo aiuto per la primo ministro, e ha viaggiato a New York con la moglie e la figlia, per prendersi cura di quest’ultima.

Naturalmente, nel sistema della Nuova Zelanda, non era possibile che il marito e la bambina viaggiassero a spese dei contribuenti: la Ardern ha assicurato che i due biglietti, del marito e della bambina e tutte le spese collegate, saranno a carico della famiglia e non delle casse dello Stato. Su Twitter, Gayford ha inviato la foto del pass per la sua bambina alle Nazioni Unite, e poi ha aggiunto: «Vorrei tanto aver potuto catturare con uno scatto le espressioni di meraviglia della delegazione giapponese quando siamo entrati nella sala della riunione».

Il discorso della Ardern all’Onu? Ha riassicurato tutti che la Nuova Zelanda lotterà affinché finisca la fame nel mondo per tutti i bambini: e che la Nuova Zelanda vuol essere il migliore Paese sulla terra dove poter crescere un bambino».

Commentando poi il suo lavoro come primo ministro e al tempo stesso come madre, ha continuato la Ardern: «Spero che le norme giuridiche, un giorno, possano essere adeguate e permettere di essere una madre e al tempo stesso avere la possibilità di impegnarsi per la propria carriera sul lavoro. Se posso aver fatto una cosa positiva che permetterà di cambiare il modo di pensare sulla maternità e il lavoro, allora sarò davvero felice di aver raggiunto qualcosa di importante».

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