Isabella, i tre e l’aereo

Isabella non era molto amica degli aerei. Li prendeva, quando era necessario, ma non li preferiva. Era una coi… piedi per terra, lei, e non gradiva molto di avere… la testa fra le nuvole. Comunque nei suoi viaggi non le era mai successo niente di particolare. A parte quell’atterraggio in un aeroporto un po’ caratteristico: un’isoletta con una piccola pista, alberi a destra e a sinistra non più lontani fra loro che la distanza che va da un’ala all’altra dell’aereo. Giusto quello che serve per atterrare e decollare. Confine: l’oceano. Curioso, eppure vero. Qualche vuoto d’aria l’aveva anche provato, qualche temporale l’aveva incontrato ma niente di più. Finché un giorno si trovò ad affrontare un viaggio davvero difficile. Tutto era cominciato bene. Arrivo in perfetto orario, check-in, posto vicino al finestrino, bel tempo… Pronti al decollo. Rullano i motori, si allacciano le cinture di sicurezza, tutto lascia prevedere che il tragitto sarà piacevole anche se lungo. Così è all’inizio. L’aereo va, sembra quasi da solo. Isabella accenna anche ad addormentarsi. Si rilassa. A un certo punto però ecco un lieve scossone. Fuori piove. Si intravede da lontano un grosso temporale che, ahimè, viene presto raggiunto. Nubi nere, sempre più fitte, lam pi, tuoni. Isabella comincia ad agitarsi, non sa che fare. Guarda fuori dal finestrino. Non l’avesse mai fatto, si impaurisce ancora di più. Comincia a sudare a stare male. Una hostess si accorge del suo stato d’animo. Le porge una bevanda. Niente da fare. Arrivano i primi vuoti d’aria. Sempre peggio. Chissà come farà il pilota a non perdere la rotta in mezzo a tutto questo grigiore, pensa tra sé. Pare avergli letto nel pensiero, la hostess, che la invita nella cabina di pilotaggio. Diversamente da come si aspetterebbe, la nostra amica trova tutti tranquilli. Comandante e personale sanno che anche in momenti difficili del viaggio devono fare solo una cosa: tenere d’occhio la bussola per arrivare a destinazione, che fuori ci sia il sole o la tempesta. Torna al suo posto, cercando di rilassarsi. Ce la mette tutta, ma ogni tanto la tentazione di guardarsi attorno, le fa tornare la paura di precipitare. E le sembra quasi che ciò stia avvenendo. Aiutoooo, precipito, grida tra sé, fino a quando vinta dalla tensione sviene. Sogna che tre persone stanno facendo di tutto, quasi a sua insaputa, per riportarla in quota. Dionisio il suo papà, Salvo, il marito, ed un amico, Santino. Senza di loro non ce l’avrebbe fatta in tante altre occasioni. Ecco che d’improvviso avviene qualcosa di inspiegabile: le ali dell’aereo si trasformano, sono sostituite dalle grandi braccia del padre che porta l’aereo al di là delle nubi, da dove il panorama è bellissimo. Isabella torna a volare alto, le nubi e i temporali sembrano essere scomparsi. Si sveglia. Ragazzi, che paura, senza quei tre chissà dove sarei andata a finire – pensa -. D’ora in poi ricorrerò sempre a loro. La perturbazione era passata, tornava il sole. Crisi superata. Isabella continua a volare tranquilla, serena e rilassata. Anzi ci prende gusto a godersi paesaggi uno più affascinante dell’altro. Ormai ha capito, c’è sempre qualcuno che ci pensa a tenerla in quota. Vittoria Siciliani

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