Il desiderio della signora Clara

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La signora Clara abita all’ultimo piano di una vecchia casa, in città. Anche la signora Clara è vecchia e fa fatica a salire e scendere le scale, per questo passa quasi tutte le sue giornate in casa. Quando ha terminato di fare le pulizie nella sua piccola casa, si siede vicino alla finestra e prende il mano il lavoro a maglia. Nella casa dirimpetto, dietro ai vetri di una finestra dell’ultimo piano, c’è un vaso con un fiore viola dai grandi petali lucenti. Quel fiore è tutta la felicità della signora Clara, che non si stanca mai di ammirarlo. “Credo proprio che si sia accorto che lo guardo sempre – pensa l’anziana signora -, perché si prepara, tutte le mattine, con molta cura”. La signora Clara parla spesso con il fiore: con lui commenta i cambiamenti del tempo e le notizie del telegiornale, con lui si lamenta dei suoi reumatismi. Da qualche giorno, però, un pensiero fastidioso come una mosca, si è insinuato nella mente della signora Clara: “Certo che se quel fiore fosse veramente mio, sarebbe tutta un’altra cosa! Mi rallegrerebbe la casa, potrei accarezzarne i petali e, soprattutto, non dovrei più aspettare che nella casa di fronte aprano le imposte, per poterlo vedere! “. Così l’anziana signora è diventata malinconica e trascura il fiore viola perché è tutta presa da questo pensiero: “Come posso fare per avere un fiore tutto mio?”. Per fortuna, si sta avvicinando il giorno del compleanno di Clara: così, quando Anna, una giovane nipote, viene a chiederle quale regalo desideri, ella non ha dubbi: – Voglio un fiore identico a quello che si vede dalla mia finestra. Nei giorni che precedono il compleanno, la signora Clara lavora senza sosta perché vuole che tutta la casa risplenda, quando arriverà il fiore. Per lui ha preparato anche un bellissimo centrino all’uncinetto e lo ha posto sul tavolino che è davanti alla finestra. Il giorno del compleanno, Clara conta i minuti che precedono l’arrivo della nipote e quando, finalmente, può stringere il vaso tra le mani, esclama: – Grazie,Annina! Ancora non riesco a credere che questo fiore sia tutto mio! – Nonna, ricordati che è un fiore esotico, ha bisogno di molte attenzioni – raccomanda ancora una volta la nipote, prima di andarsene. Rimasta sola, la signora Clara prende l’almanacco e incomincia a sfogliarlo. Ma l’almanacco parla delle rose e dei gerani, dei giacinti e delle ortensie: non dice niente dei fiori esotici. “Chissà se bisogna bagnarlo tutti i giorni! – si domanda la signora Clara – E poi, davanti a quella finestra non sta bene di sicuro, perché c’è uno spiffero d’aria; sarà meglio metterlo sul tavolo centrale”. Dopo avere spostato il vaso, Clara si siede sul divano per ammirare il suo fiore. “No, non va bene neanche lì, perché c’è poca luce. Lo metterò sopra alla mensola”. Sistemato di nuovo il vaso, prende in mano il lavoro a maglia. Un punto diritto, un punto rovescio… “Forse prima è meglio bagnare il fiore”, pensa preoccupata. Si alza, lo annaffia e riprende il suo lavoro. Un punto diritto, un punto rovescio… “Chissà se gli ho dato la quantità d’acqua giusta! Se gliene ho data troppo poca potrebbe seccare”. Un punto diritto, un punto rovescio… “No, forse gliene ho data troppa, povero fiore, potrebbe marcire!”. Giunge la sera e la signora Clara va a letto piena d’ansia, pensando: “Chissà come troverò il mio fiore, domani!”. E il giorno dopo eccola spiare, col fiato sospeso, il fiore che si è appena dischiuso. “Quel petalo lì ieri mi sembrava più bello, oggi mi pare un po’ sciupato. Forse ho sbagliato qualcosa?” pensa Clara e passa la giornata scrutando il fiore, con mille timori e preoccupazioni. È passato qualche giorno e la nipote della signora Clara è tornata a trovarla. L’anziana signora ha incartato con cura il vaso. – Tieni,Annina, riprendilo tu, abbine cura, io non ne voglio più sapere. – Ma come, nonna? Hai voluto questo fiore perché fosse solo tuo… – Sì, ma il possederlo è stato solo fonte di preoccupazioni! Così, ho capito che quello là – dice additando il fiore sull’altro lato della strada – è il mio fiore. Perché è nostro tutto ciò di cui possiamo gioire. E ti dirò di più, Annina, forse io mi godo quel fiore più dei suoi proprietari! La nipote della signora Clara è andata via. Il fiore viola che abita nella casa di fronte si dondola sullo stelo. Clara si siede vicino alla finestra. “Mio povero fiore, ti ho trascurato un po’ ultimamente, scusami! Ma adesso ho una bella storia da raccontarti: quella di una sciocca signora che voleva “possedere” un fiore e non sapeva di averlo già!”, dice ridendo la signora Clara, mentre riprende, tranquilla un punto diritto, un punto rovescio….

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