“I dieci comandamenti” : Il coraggio di amare

Raiuno mercoledì ore 23.30. È lo specchio dei tempi che corrono. L’inchiesta in sette puntate è stata presentata dai giornali come la sfida epocale alla televisione spazzatura dei reality show. Una dichiarazione di guerra al piccolo schermo bacato, una enclave nella programmazione orientata solo dall’Auditel. In altri tempi l’inserimento nel palinsesto di Raiuno (peraltro in seconda serata) di un approfondimento filosofico-religioso sarebbe passato come un fatto normale, il diligente assolvimento dei compiti da parte della tv di stato. Oggi non è così, e l’annuncio di un programma che non rincorre gli spettatori diventa quasi un fatto di costume, un evento che fa storia. È nato sotto questi auspici e con queste enormi aspettative il programma di Luca De Mata con la consulenza di don Massimo Camisasca, monsignor Mauro Piacenza e credenti, cattolici e fedeli di altre religioni. Ogni puntata viene scandita da frequenti didascalie che fanno da contrappunto alle immagini e alle voci. Sottotitoli che spesso smascherano la realtà di cui si parla inchiodandola alla verità del freddo dato. Scorrono le cifre di una umanità sofferente e in perenne conflittualità. Numero di morti per fame, conteggio delle vittime delle guerre e delle persecuzioni, percentuali della distribuzione della ricchezza nel pianeta. Lo schema ricalca alcune idee già utilizzate nei film documentario alla Michael Moore (vincitore dell’ultima Palma d’oro). A far la differenza dovrebbe essere il ritmo che però ogni tanto perde colpi. Gli argomenti vengono spesso fatti cozzare l’uno contro l’altro, il senso si ottiene dalla somma di elementi diversi e non dalla sequenza logica. Il linguaggio però non suona sempre innovativo, qua e là risente di formule troppo vicine all’omelia domenicale che possono far pensare ad un prodotto quasi catechistico. Soprattutto si sente la mancanza di voci dissonanti, i pareri e la visione del mondo di filosofi che da non credenti si siano confrontati con chi una fede ce l’ha (alla Cacciari, per intenderci). Malgrado questi elementi di criticità, resta tutta la forza di un prodotto da sostenere, che in tv è mosca bianca. padre Massimo Cenci. È il frutto di due anni di viaggi e di testimonianze raccolte nei quattro angoli del pianeta seguendo un filo rosso: l’eredità e la realtà dei precetti indicati nelle tavole della legge ai tempi dei kamikaze, delle Torri Gemelle, del terrorismo internazionale. Un lavoro impegnativo che è la parte più preziosa del lavoro. Quella che viene proposta è una riflessione importante su un tema impegnativo potenzialmente in grado di interessare tutti: atei e

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