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Italia > Inclusione

Oltre il carcere, un futuro possibile

di Annamaria Carobella

- Fonte: Città Nuova

A Parma istituzioni e società civile si sono confrontate su percorsi concreti di reinserimento dei detenuti. Lavoro, formazione e relazioni sono al centro di una nuova idea di giustizia

Immagine estratta dalla locandina dell’evento.

Al convegno del 15 aprile al Palazzo del Governatore di Parma si è parlato di un nuovo modo di intendere il carcere, del valore umano e sociale dell’inclusione, del reinserimento nel mondo del lavoro di un detenuto alla volta, da accompagnare, da informare e formare con l’aiuto di un insieme di persone di buona volontà, tra difficoltà ed opportunità, grazie ad un percorso paziente e costruttivo fatto di cooperazione e di alleanza per costruire insieme un futuro di dignità.

Si è data voce ad istituzioni, aziende e cooperative sociali, tutti impegnati nel reinserimento lavorativo. La moderatrice, Aurora Nicosia, ex direttrice diCittà Nuova, ha aperto l’incontro salutando i numerosi partecipanti e introducendo: Ettore Brianti, assessore al Welfare del Comune di Parma; Tazio Bianchi, direttore degli istituti penitenziari della città; Emmanuel John, presidente dell’sssociazione Sguardi di Fraternità.

Sono poi intervenuti Fabio Faccini, presidente del consorzio solidarietà sociale; e Davide Danni di Cuneo con il progetto Panate che, operando e collaborando con altri, realizza il sogno di accompagnare, passo dopo passo, il graduale inserimento nel mondo del lavoro dei reclusi. Condividere, ascoltare, sostenere, prendersi cura, esserci senza chiedere niente in cambio: sono gesti che restano impressi nel cuore di chi li riceve e di chi li compie. Preziosa la testimonianza di due detenuti all’insegna della rinascita sociale.

Preziosa la presenza ed il paziente lavoro di Giuseppe La Pietra e di Filippo Giordano, Segretariato permanente del CNEL per l’inclusione lavorativa dei detenuti, che hanno aperto il convegno. Entrambi si battono con passione per trasformare la realtà carceraria, per risolvere i problemi, affrontare le criticità insieme a quanti sono vicini ai detenuti in vario modo, giorno dopo giorno. Si sono poi alternati vari relatori: Diva Ricevuto, coordinatrice Asvis goal 16-17; Isabella Covili Faggioli, presidente dell’ AIDP, l’ associazione italiana per la direzione del personale; Veronica Valenti, garante comunale dei detenuti; Annamaria Carobella, della Rete carceri di Città Nuova.

Si è sottolineato il prezioso lavoro di Città Nuova, strumento significativo per mettere in contatto diverse persone impegnate nel mondo delle carceri tramite zoom periodici, creando una “Rete carceri”, organizzando eventi e con la pubblicazione di un inserto trimestrale, “Oltre le mura” pubblicato con il mensile, inserto che è espressione di tutte le componenti del mondo carcerario.

Un partecipante mi ha detto: «Ho potuto constatare il prezioso lavoro che Città Nuova opera anche in questo campo, facendo emergere la passione di tanti per il bene comune, ma anche la consapevolezza che solo insieme, si può essere più incisivi. Ho avuto l’impressione che chi è intervenuto abbia respirato come me, un’aria rigeneratrice».

Ho chiesto al dott. Giuseppe La Pietra un’impressione su questo appuntamento: «La riuscita del convegno è il frutto di un lavoro autenticamente corale e del clima di ascolto e di partecipazione che si è saputo creare. Quando vi è una passione condivisa e un’attenzione reale alle persone, i risultati non possono che tradursi in percorsi concreti e significativi. Mettere il detenuto al centro del percorso formativo, valorizzandone la dignità, le competenze e le potenzialità, rappresenta un passaggio fondamentale affinché la formazione diventi uno strumento effettivo di inclusione lavorativa. Il riscontro positivo da parte dei relatori conferma la solidità del cammino intrapreso e richiama alla necessità di una corresponsabilità collettiva: solo attraverso il contributo coordinato delle istituzioni, del terzo settore e del mondo produttivo è possibile costruire percorsi di reinserimento efficaci e sostenibili nel tempo».

L’appuntamento è stato, dunque, una tappa importante di un percorso che continua.

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