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Gli spettacoli di Natale

Tra gli appuntamenti della settimana, il celebre balletto natalizio riletto dal coreografo Massimiliano Volpini; il classico per eccellenza “Lago dei cigni” al Teatro dell’Opera; la dedica ai padri di Mario Perrotta; un giallo sulla famiglia di Jon Fosse; i giovani danzatori di Roberto Zappalà.

Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma
Sulle note di Pëtr Il’ic Cajkovskij, Massimiliano Volpini porta in scena, per il Balletto di Roma, una nuova lettura del classico natalizio e invita lo spettatore ad osservare la fiaba da una nuova prospettiva che, pur nella conservazione del binomio realtà/sogno, scopre i risvolti terreni e umani di una società contemporanea. La rilettura del coreografo ribalta l’ambientazione originale del primo atto, sostituendo all’enorme casa borghese in festa la strada di un’immaginaria periferia metropolitana: qui, abitanti senzatetto e ribelli senza fortuna vivono come comunità di invisibili, adattandosi agli stenti della quotidianità e agli scarti della città. Un muro imponente separa due strati di società, chiudendo fisicamente e idealmente una fetta d’umanità disagiata in un angolo di vita separata e nascosta. Due giovani temerari tenteranno il grande salto oltre il muro e affronteranno bande di uomini oscuri, vigilanti di rivoluzionari fermenti. Il secondo atto riaggancia ambientazioni e personaggi della tradizione, in un viaggio tra le danze del mondo e personaggi bizzarri: un incanto che cancellerà per un attimo gli incubi grigi di una vita nell’ombra. La magia non durerà tuttavia per sempre.
“Lo schiaccianoci”, ideazione e coreografia Massimiliano Volpini,

musiche Pëtr Il’ic Cajkovskij,
scene e costumi Erika Carretta,
lighting design Emanuele De Maria. A Roma, Teatro Vascello, dal 18 al 31/12, riposo il 24-25-27.

Il lago dei cigni all’Opera di Roma
Ad aprire la stagione di balletto dell’ente capitolino è uno dei titoli più famosi e amati, una fiaba romantica percorsa dall’eterno conflitto tra Bene e Male che ancora oggi, con il suo intenso simbolismo, continua ad affascinare gli spettatori di tutto il mondo. Benjamin Pech, già étoile dell’Opéra di Parigi, si confronta con il riallestimento coreografico del balletto icona della tradizione classica. Rimanendo in gran parte fedele al libretto immaginato da Petipa, Pech rielabora la drammaturgia dando vita alla sua versione: ›Il mago Von Rothbart che trasforma la principessa in cigno, non c’è nella mia versione. È Benno, l’insospettabile amico del Principe Siegfried, a incarnare questo ruolo malefico. Benno, geloso e avido di potere, cela le sue reali intenzioni, dissimula e finge bene. Manipola il Principe per tutto il balletto e solo alla fine del terzo atto rivela la sua vera natura, quando l’inganno è ormai compiuto. Siegfried credendo di ritrovare Odette nei panni dell’ingannevole Odile, le promette amore eterno. Il tradimento diventa il tema centrale di questa mia versione: si compie ad opera di Benno nei confronti del Principe, e del Principe nei confronti di Odette pur senza volerlo, ma alla fine il potere dell’amicizia prevale su tutto».
Il 28, il 29 e il 31/12, ospiti d’eccezione sono Anna Nikulina e Semyon Chudin entrambi principal dancer del Teatro Bol’šoj di Mosca, il 4 e il 6 gennaio 2019 Germain Louvet étoile de l’Opéra di Parigi per ballare con la prima ballerina Susanna Salvi. Repliche fino al 6/1/2019.

In nome del padre
«Padre è una parola che riempie il mio quotidiano di nuove sfide e preoccupazioni. Ho bisogno di ragionarci attraverso gli strumenti del teatro che riconosco miei, per inchiodare al muro i padri sbagliati che vorrei evitare di essere», scrive Perrotta nelle note di regia. Usando ironia e sarcasmo «per esorcizzare queste mie paure», l’attore e regista veste i panni di tre uomini diversi e dedica ai padri il primo capitolo di una trilogia sulla famiglia contemporanea. Il testo, interamente scritto e diretto da lui, nasce da un intenso confronto con lo psicanalista Massimo Recalcati, che alle relazioni familiari ha dedicato gran parte del suo lavoro.
In nome del padre”, con Mario Perrotta, consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati, collaborazione alla regia Paola Roscioli, costumi Sabrina Beretta, musiche Giuseppe Bonomo, Mario Perrotta, allestimento Emanuele Roma, Giacomo Gibertoni. Produzione Teatro Stabile di Bolzano. A Milano, Teatro Studio Melato, fino al 22 dicembre. In tournée.

 I cani morti di Jon Fosse
Un giovane vive da solo con sua madre e il suo amato cane in una casa in un piccolo villaggio sui fiordi. Il cane è scappato. È scomparso. E questo non è mai successo prima. Il testo racconta quel momento in cui la vita si tende fino a spezzarsi, cambiando lo stato del presente da ordinario a straordinario. Jon Fosse scrive un giallo per indagare su cosa succede dentro una casa, dietro una finestra. E poco importa se tutte le famiglie felici si somigliano, perché ogni famiglia infelice invece è disgraziata a modo suo. Cani morti”, di Jon Fosse, adattamento e regia Carmelo Alù, direzione artistica di produzione Massimiliano Civica, con Alessandra Bedino, Caterina Fornaciai, Emanuele Linfatti, Domenico Macrì, Daniele Paoloni. Produzione Teatro Metastasio di Prato. Progetto Davanti al pubblico, Teatro Metastasio di Prato/Fondazione Toscana Spettacolo, Onlus/Armunia-Festival, Inequilibrio/CapoTrave-Kilowatt Festival. A Prato, Teatro Magnolfi, dal 18 al 23/12.

La Muddica in danza di Roberto Zappalà
Un appuntamento speciale con Modem Pro e Modem CZD giovane collettivo compagnia Zappalà Danza per la presentazione di Muddica. Lo spettacolo rappresenta la restituzione finale del percorso annuale Modem Pro (acronimo di Movimento Democratico, il linguaggio che il coreografo Roberto Zappalà ha sviluppato con la sua compagnia durante i suoi 28 anni di carriera), sotto il coordinamento artistico di Enrico Musmeci. Sul palco insieme ai danzatori anche i musicisti di Jacaranda – Piccola Orchestra Giovanile dell’Etna coordinati da Puccio Castrogiovanni. Le performance Seeds hanno rappresentato per i danzatori del giovane collettivo, uno spazio di prova per la loro creatività. Durante queste performance hanno presentato infatti piccole coreografie e hanno avuto un primo confronto con la scena e con il pubblico. Queste sono state poi scomposte e ricomposte dal direttore didattico Enrico Musmeci per la realizzazione di ‘Muddica’. A Catania, Scenario Pubblico, il 20 e 21/12.

 

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