Genova, demolizione del Morandi al via

L’inizio dei lavori di ricostruzione del ponte rappresenta un segno di speranza per la città
ANSA/FILIPPO ATTILI

Con l’inizio di questa settimana, mentre i periti nominati dal gip, lavorano sulla trave tampone del Morandi che sabato è stata portata a terra, i tecnici delle ditte che hanno iniziato la demolizione del ponte stanno preparando  le fondamenta per le “gabbie” a rinforzo delle pile 10 e 11 e si continua il lavoro per portare a terra  anche le altre travi tampone.

L’operazione per lo smontaggio del primo tratto è durata 10 ore, il pezzo di cemento, di 36 metri per 18 pesante 800 tonnellate, è stato calato al suolo alla velocità di 5 metri all’ora, sorretto da un’intelaiatura di cavi d’acciaio.

Ieri nella mattinata, Bucci, il sindaco – commissario alla ricostruzione ha detto che «visto che lo smontaggio meccanico del viadotto ha funzionato bene, stiamo valutando la possibilità di non usare l’esplosivo per la “pila 8”», precisando comunque che «per ora è solo un’ipotesi da valutare».

Secondo Bucci però, «non è detto che utilizzeremo l’ esplosivo sulla pila 8, poiché non è stato ancora deciso nulla,  si potrebbe valutare di smontarla, tagliandola in questo caso verticalmente». A oggi, ricorda Bucci, «solo per le pile 10 e 11, sul fronte est del viadotto, è inevitabile l’utilizzo di microcariche, mentre sulla parte ovest sono in ogni caso escluse sulle pile dalla 7 alla 1». Sempre secondo «la prossima settimana sarà smontata la trave fra le “pile 6” e “7”», e entro questa settimana dovrebbe incominciare il “taglio” dell’edificio di Ansaldo Energia.

intervento propedeutico alla posa a terra della prossima trave. Stamani – martedì – dovrebbe effettuarsi la prova di evacuazione della zona rossa a lato Est del ponte, esercitazione per la sicurezza dei lavoratori impegnati nei prossimi giorni nelle operazioni di bonifica all’interno della zona. Intanto le operazioni di smantellamento, anche se rallentate per la complessità dei lavori, oltre che per le raffiche del vento che avevano fatto temere la sospensione dei lavori, ha attirato curiosi che osservano con interesse tutta la procedura.

Va ricordato che da un’altezza di cinquanta metri è stato posato a terra un unico blocco lungo 36 metri largo 18 e pesante 800 tonnellate. Puntuali alle 8:15 di sabato mattina dei martinetti giganteschi, gli stessi che avevano raddrizzato la nave Concordia naufragata all’isola del Giglio, hanno cominciato a calare il manufatto immenso per un’operazione mai compiuta prima, proprio come fu per la Concordia.

Si è trattato di un’operazione lenta, monitorata momento per momento, per ricercare la massima sicurezza, un’ operazione che è  stata più complessa di quella compiuta sulla Concordia, che ha impiegato oltre 10 ore di discesa, per portare a terra il manufatto che è sceso alla  velocità media di 5 metri all’ora. E così sarà per tutti gli altri blocchi. Tra incertezze e promesse disattese solamente in parte, la demolizione ha avuto inizio e presto partirà il cantiere per la ricostruzione. La città con l’avvio dei lavori ha come tirato un sospiro di sollievo. «E’ come ci avessero dato una nuova boccata di ossigeno», ha detto il cassiere di un centro commerciale che sorge nelle vicinanze

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