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Italia > Mobilità

Frecciarossa per Taranto: è scontro tra regione e governo

di Luigi Laguaragnella

- Fonte: Città Nuova

La regione Puglia finanzia il collegamento Frecciarossa con Roma, alimentando lo scontro politico con il governo. Al centro resta il nodo dell’alta velocità e dei trasporti nel Sud Italia

La presentazione alla Stazione Centrale di Napoli della nuova tratta Napoli – Lecce alla presenza di Simone Gorini, direttore operations Alta Velocità Trenitalia, 1 luglio 2026. Credit: ANSA/CIRO FUSCO.

Al binario opposto del tanto atteso Frecciarossa che finalmente collegherà Bari e Napoli, conclamato come una grande rivoluzione del trasporto, per fortuna, continuerà a partire un altro da Taranto a Roma con direzione Milano. Le polemiche politiche, avvenute dalle proprie pagine social e non nei palazzi del governo, almeno non hanno bloccato il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria. A poche settimane da quando la città dei due mari ospiterà i Giochi del Mediterraneo in cui inevitabilmente confluiranno migliaia di persone, per il Sud, si sarebbe trattato “di un treno perso”.

Antonio Decaro, presidente della regione Puglia, attraverso un video ha raccontato il “ricatto”, che secondo lui avrebbe subito dal governo nazionale: «Per Taranto e per i tarantini. Oggi abbiamo dovuto cedere a un ricatto: la regione Puglia ha pagato oltre 1,5 milioni di euro per garantire un treno, un solo Frecciarossa, quello che collega Taranto a Roma. Soldi dei pugliesi, spesi per avere una cosa che altrove è la normalità. Ed è questo che fa più male: nelle regioni del Nord Italia non succede. Nemmeno negli altri capoluoghi pugliesi. Solo a Taranto tocca pagare per un treno». Il governatore pugliese ha voluto comunicare il “sacrificio economico” ai suoi concittadini e rincara la dose: «Avevo scritto al ministro. Non mi ha risposto. È arrivata solo, per conoscenza, una nota di Trenitalia che parla di “servizio a mercato”, cioè: se Taranto vuole il Frecciarossa, se lo paga. Come se una città si potesse vendere al miglior offerente».

La schermaglia è proseguita, attraverso la risposta dei rappresentanti politici dei partiti della destra regionale: «Nessun ricatto. Solo la realtà di un servizio di alta velocità che, come avviene in molte altre parti d’Italia, è organizzato secondo le regole del mercato, è positivo che anche la regione Puglia abbia finalmente compreso che, per garantire un collegamento strategico come quello per Taranto, è necessario fare ciò che fanno altre regioni».
Al ricatto con cui Decaro accusa il ministro dei Trasporti, i consiglieri regionali di destra vedono parole di propaganda del governatore pugliese.
“Servizi a mercato”, per quanto riguarda Frecciarossa, significa che le tratte devono sostenersi economicamente attraverso i ricavi dei biglietti e per usufruirne le regioni possono scegliere di intervenire con risorse proprie.

Vige, quindi, un accordo regionale sull’alta velocità sul quale, per esempio, la Basilicata, da oltre un anno si era accollata le spese della Puglia. Con la quota pagata la Puglia concorre fino al 28% della compensazione richiesta da Trenitalia per mantenere attivo il servizio di comune interesse tra le due regioni.
Con un ricatto o accuse di responsabilità il Frecciarossa, comunque, non si fermerà in Basilicata nella tratta interregionale Salerno-Potenza-Metaponto, ma potrà proseguire il percorso verso Taranto. Si conoscono bene, in questo versante d’Italia, i disagi che crea ai cittadini la mobilità. È impensabile rimanere immobili per polemiche o giochi politici, anzi è doveroso proseguire nell’incremento degli interventi infrastrutturali che soprattutto la Lucania richiede.

Forse, a poche ore dell’inaugurazione della tratta Bari-Napoli Decaro si aspettava l’inserimento di Taranto all’interno del progetto ferroviario? Verrebbe da chiedersi perché l’alta velocità viene considerata come un “bene acquistabile” in modo diverso dagli altri treni? In fondo le ferrovie non sono dello “Stato”? Anche se con un solo treno giornaliero, i cittadini di Bari e Napoli si sentiranno distanti per la durata di tre ore e mezza di treno, in realtà la stessa durata che ci si impiega in auto, ma almeno non saranno necessari cambi di treno. Cinque saranno le ore necessarie d’alta velocità tra il capoluogo campano e Lecce.

Per quanto riguarda lo snodo ferroviario tarantino, i cittadini dovrebbero aver garanzia del servizio Frecciarossa fino al 2028, ma per inciso, con il ripristino del treno discusso, l’azienda (Trenitalia) invita i viaggiatori a consultare in tempo reale orari e disponibilità, che nei mesi di luglio e agosto potrebbero subire variazioni a causa di lavori programmati sulla linea. Sarà davvero alta questa velocità per il Mezzogiorno? Sembra quasi uno scherzo della storia che i binari a Sud, dove fu istituita la prima linea ferroviaria d’Italia, si debbano implorare.

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