‘Essential Writings’

Nel 2007 si sono svolti negli USA e in Canada una serie di incontri per presentare la versione inglese del volume di Chiara Lubich, "La Dottrina spirituale", tradotto in inglese con il titolo "Essential Writings".

Nel 2001, quando la Mondadori pubblicò La Dottrina Spirituale di Chiara Lubich, il capo redattore del gruppo editoriale disse: “Oggi non si è trattato tanto della presentazione di un libro, quanto di un evento”.

Lo stesso si può dire, e a ragione, del tour in Nord America di Michel Vandeleene, professore di teologia al Pontificio Istituto Teresianum di Roma e uno dei curatori degli archivi di Chiara Lubich. Numerosi sono stati gli studiosi e i leaders civili e religiosi che nelle varie presentazioni hanno dato il loro contributo di commenti ed impressioni sul libro.

Una spiritualità senza precedenti

Innanzitutto Vandeleene ha inquadrato il fondamento dei vari scritti di Chiara “Siamo di fronte ad un ‘carisma’ – come li chiamano i teologi – e cioè a un dono speciale di Dio. È un carisma di luce che consente di rileggere e di comprendere tutto il Vangelo da un punto di vista nuovo: quello dell’unità, del Testamento di Gesù… Si tratta di una spiritualità inedita: collettiva, trinitaria, comunitaria nella quale si cammina insieme, si raggiungono le vette, in cordata. Si tratta di un modo originale e moderno di vivere, di essere credenti e persone veramente umane”.

All’Università del Sud della California (Los Angeles), M. Downey, teologo del cardinale, ha risposto a Vandeleene, affermando che egli ha “svelato il cuore dell’intuizione di Chiara Lubich, il punto centrale per cui si entra nella vita trinitaria: Gesù Abbandonato… Quel grido è il segreto del suo carisma, il fondamento della nostra unità, della nostra comunione… Vorrei suggerire che Gesù Abbandonato è anche la chiave della missione della Chiesa… una missione che deve essere attuata in un mondo quasi del tutto secolarizzato”.

T. Baima, Rettore dell’Università Saint Mary of the Lake, nei pressi di Chicago (Illinois), ha fatto un parallelo tra la visione di Chiara sulla Chiesa nel mondo d’oggi, quella del documento del Vaticano II Lumen Gentium e con la visione del dialogo propria di Paolo VI: tanti cerchi concentrici che iniziando dal più esterno abbracciava il mondo intero fino al più interno dei cerchi, cioè la Chiesa Cattolica: “L’ecclesiologia del Vaticano II si può intravedere già esistente, in miniatura, nel carisma del Focolare”.

J. Phelps, domenicana, direttrice e professoressa di teologia sistematica alla Xavier University’s Insitute for Black Catholic Studies di New Orleans, ha sottolineato come il modo di vivere il Vangelo di Chiara e delle sue prime compagne era una novità radicale, specialmente per i laici, e che la loro esperienza – come quella di altri Movimenti e Nuove Comunità– avrebbe gettato le basi per tanti insegnamenti del Vaticano II. Facendo riferimento a come i primi cristiani fossero riconosciuti per il loro amore scambievole, ha definito il Focolare un ‘sacramento’, una “incarnazione degli insegnamenti del Vangelo… ciò che la Chiesa è chiamata ad essere”.

Il famoso giornalista della sezione religiosa del New York Times, P. Steinfels, ha espresso la sua ammirazione per il Focolare e per altri Movimenti ecclesiali quali “eruzioni dello Spirito Santo” e sorgenti di rinnovamento.

Il suo intervento all’Università Fordham di New York era incentrato su Gesù Abbandonato, l’amore ed il carisma dell’unità, cioè le tre idee principali delle dottrina di Chiara: “Chiara guarda dentro l’abisso della sofferenza umana e non ne sottrae lo sguardo. Anzi, osa pensare che il dolore, ogni dolore è come la campanella che richiama la sposa di Dio alla preghiera”.

Anche se parlare di amore nella cultura contemporanea può venire banalizzato, ammonisce Steifels, tale incomprensione “può essere prevenuta se si tiene a mente la stretta connessione che esiste tra l’amore di cui parla Chiara e Gesù Abbandonato”.

Dello stesso parere è Vandeleene: “Una volta Chiara ha spiegato che la sua spiritualità è come una medaglia: da una parte è scritta la parola unità, dall’altra Gesù Abbandonato quale segreto per raggiungere tale unità. Nello spessore che sta in mezzo, si trovano tutte le parole del Vangelo che si sintetizzano nell’amore”.

Il teologo dott. D. Schindler, Preside dell’Istituto Giovanni Paolo II sul matrimonio e la vita familiare presso l’Università Cattolica d’America a Washington ha detto: “Chiara ci sprona ad andare avanti con i grandi pensatori cristiani del nostro tempo”. Citando Chiara, ha aggiunto: “Possiamo progredire nella ricerca della verità proprio a partire dalla comprensione che l’essere è amore così come rifulge dalla croce di Cristo”.

Relazioni internazionali

L’Arcivescovo C. Migliore, Nunzio Apostolico ed Osservatore Permanente della Santa Sede all’ONU ha affermato: “Per capire l’impatto che il carisma di Chiara esercita sulle relazioni sociali, politiche ed internazionali, dobbiamo ricordare il momento storico in cui questo carisma è emerso, quasi settanta anni fa. Il mondo era diviso in tre blocchi: il blocco comunista con l’Unione Sovietica e i suoi Stati satelliti, il blocco occidentale, capitalista ed i Paesi del cosiddetto Terzo Mondo”.

Facendo riferimento al motto della Rivoluzione Francese “libertà, uguaglianza e fraternità”, l’Arcivescovo ha ricordato che mentre il comunismo ha lottato per l’uguaglianza ed il capitalismo per la libertà, la fratellanza non è ancora stata realizzata: “Questo è stato il quadro internazionale che ha visto nascere il Movimento dei focolari col suo timbro di fratellanza e di unità… Un politico per l’unità, pur rimanendo fedele alle sue ideologie… è uno che cerca ciò che unisce… comprensione, cooperazione, amore reciproco sono gli elementi che attraggono la presenza di Dio fra noi…. e creando queste condizioni, Gli permettiamo di darci il dono della pace”.

J.H. Schindler, professoressa di scienze umanitarie presso l’Università Villanova di Philadelphia, ha riflettuto sul concetto di politica come vocazione, perfino come via di santità, come è stato ad esempio per santo Stefano d’Ungheria, Thomas More e Igino Giordani: “Il punto saliente di ciascuna di queste personalità è l’unità della loro vita. Erano persone tutte d’un pezzo e la loro vocazione politica rifletteva l’unità di cui parla Chiara quando invita i suoi ascoltatori a ‘camminare nella vita come una piccola Chiesa in movimento, sia che siamo in casa, a scuola, al lavoro, in parlamento, insomma, camminare nella vita come i discepoli di Emmaus, con quel Terzo tra noi che da valore divino a tutto il nostro agire’… Lo scopo della politica quindi è trasformato radicalmente da interessi settari di gruppo al dono di sé per il bene comune”.

Prospettive interreligiose

I temi di Chiara raccolti nel volume Essential Writings hanno avuto grande risonanza tra gli speakers non cristiani. Studiosi ebrei e musulmani, che hanno partecipato alle varie tavole rotonde, hanno affermato in maniera concorde che la spiritualità di comunione può generare un unico popolo di fratelli e sorelle.

Il teologo cattolico S. Alexander, professore di Islam e direttore degli studi cattolici-musulmani della Catholic Theological Union in Chicago, ha messo in evidenza il ‘genio’ di Chiara che vede le persone con le quali dialogano i membri del Focolare non solo come semplici partner, ma come parte integrante del Movimento.

Il rabbino T. Blanchard del National Jewish Center for Learning and Leadership di New York ha notato che Chiara “parla dalla sua esperienza e dalla sua identità…, non di teorie astratte. C’è un’espressione nel Talmud: ‘Quello che viene dal cuore parla al cuore’. Si sente che Chiara ti parla dal cuore e perciò arriva nel cuore di chi l’ascolta. Soprattutto, Chiara dice, vogliamo creare rapporti fraterni, rapporti di amore concreto, e vogliamo che siano rapporti di amore reciproco. Lei ci vede tutti come fratelli e sorelle e ci invita ad un dialogo serio, di quelli che davvero impegnano”.

L’imam R. El-Amin del Centro Islamico di Moreno Valley (California), ha definito un “miracolo” il fatto di poter partecipare, lui musulmano, ad un evento del genere: “C’è un passaggio del Corano che parla di Abramo come di una comunità. Pensavo che Abramo fosse una persona, un individuo, ma ora capisco Abramo… era una figura pluralistica, collettiva. Cosa rappresenta? Obbedienza a Dio nel portare avanti la Sua missione come suoi servi. Adesso, quando si parla di Cristo, lo vedo come un corpo. Capisco ancor di più quando la Bibbia parla del corpo di Cristo e delle sue tante membra, diventa ancora più chiaro per me che siamo tutti parti di un unico essere collettivo”.

La Regola d’Oro era facilmente comprensibile per il rabbino Blanchard, perché è già menzionata nel Deuteronomio. Come comprendere però Gesù Abbandonato? Facendo riferimento ad un discorso di Chiara a Buenos Aires, Blanchard ha detto: “[Gesù Abbandonato] è Gesù, come l’ebreo in esilio, Gesù come l’ebreo abbandonato che rifiuta di perdere la sua fede; Gesù, come l’ebreo che soffre l’Olocausto. Sappiamo chi è Gesù, uno che ha vissuto la nostra stessa vita… quel segreto è quello che cerco di portare a tutti così da poter essere un popolo solo, anche se a volte sembra che viviamo in un mondo abbandonato da Dio”.

Secondo l’imam E.W. Farooq di Houston, gli scritti spirituali di Chiara fanno vedere il legame tra Cristianesimo e Islam: “Scrive Chiara: ‘Si dice che comprendere la religione dell’altro significa entrare nella sua pelle, vedere il mondo come l’altro lo vede, entrare nell’altro per capire cosa significhi essere indù, o musulmano, ebreo, buddista, ecc.’. Per me tutto questo è tanto profondo perché entrare nella pelle dell’altro, è proprio entrare nella sua carne… proprio dentro l’altro, dove l’altro veramente vive”.

E. Druban, avvocato di Houston, ha coniugato il pensiero di Chiara con la sete di giustizia sociale: “Le iniziative descritte sono semplicemente un esempio dell’amore radicato nel Vangelo vissuto concretamente nel mondo. Possiamo intravedere questi riflessi di luce nei vari settori del mondo in cui siamo impegnati. Tutti desideriamo la giustizia sociale, un’equa distribuzione dei beni, il rispetto della persona umana. Quelli che hanno avuto la grazia di ricevere e vivere questo carisma dell’unità hanno sperimentato che la notte collettiva in cui quest’epoca è inabissata può essere scalfita dalla luce della presenza di Cristo tra noi”.

A. Astell, professoressa di inglese alla Perdue University e membro del Movimento Schoenstatt, ha notato nel libro di Chiara tanti punti di contatto tra passato e presente, l’individuale e il collettivo: “Senza fedeltà alla tradizione, il Focolare non sarebbe né cristiano né cattolico, né in unità con le generazioni di umanità che lo hanno preceduto, né con la Chiesa stessa. Allo stesso tempo, se non portasse una novità senza precedenti, il Focolare mancherebbe alla sua specifica missione e originalità per l’oggi ed il domani”.

Facendo riferimento alle due colonne indispensabili di una spiritualità dell’unità, l’esperienza mistica individuale e quella comunitaria, ha proseguito: “Non ci sarebbe comunità senza i singoli membri, ma la comunità stessa è di più e diversa dai singoli membri che la compongono. La comunità ha anche un’anima e questo è uno delle intuizioni più grandi ed originali di Chiara… un misticismo comune”.

G. Stover, laico con un background Mennonita, ha offerto la sua esperienza personale: “Sono stato fortunato ad incontrare il Movimento dei focolari in un momento della mia vita in cui le mie fondamenta di Mennonita stavano traballando. Il Focolare mi ha dato la possibilità di esaminare, riscoprire e abbracciare nuovamente la mia tradizione spirituale Mennonita. Il Movimento mi ha davvero chiamato a essere più responsabile e maturo come cristiano nella Chiesa internazionale e nell’ecumenismo”.

Leggere Chiara nella sua gente

V. Ligo, professoressa di teologia sistematica presso il Seminario St. Augustin’s di Toronto ha puntualizzato: “Ho capito che il libro Essential Writings va letto poco per volta, meditandolo. Leggerli come si leggerebbe la Scrittura o il Catechismo, pezzo per pezzo. Gli scritti di Chiara si possono meglio apprezzare aprendo il libro a caso e gustando parola per parola, vivendola nel quotidiano e ritornando lì quando questa sorta di fame spirituale si fa sentire nuovamente.

Questi scritti non si possono prescindere dalla figura di Chiara stessa e neppure da tutti i membri del Movimento dei focolari. Se vuoi davvero leggere Chiara, leggila attraverso la sua gente, perché loro danno testimonianza di quel carisma ricevuto molto più eloquentemente di ogni altra parola”.

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