Dalla parte dei giovani

Le prospettive educative, il deficit culturale, la finanza etica. Intervista a Mauro Mantovani

Mauro Mantovani, docente di filosofia, è rettore dell’Università Pontificia Salesiana (Ups) di Roma e presidente della Conferenza dei rettori delle università pontificie romane (Crupr).

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 Perché salesiano?

A 16 anni, nella mia parrocchia di Moncalieri, vicino a Torino, ho conosciuto alcuni seminaristi dell’Istituto teologico salesiano della Crocetta che avevano come caratteristica la presenza tra i giovani. Lavoravamo insieme con i ragazzi più piccoli, condividendo la parola di Dio. Dopo qualche anno ho iniziato il percorso di formazione salesiana e, una volta diacono, mi hanno chiesto di dedicarmi a studio, formazione e insegnamento.

 Una formazione per chi?

La vita salesiana ha come prospettiva il servizio ai giovani, la chiamata ad essere segni e strumenti dell’amore di Dio ai giovani. Per formare culturalmente i confratelli a questo servizio, nel 1940 è stato fondato l’ateneo salesiano (oggi università), che accoglie anche membri di altre famiglie religiose e studenti laici. Questi ultimi oggi da noi sono la maggioranza. Le principali specializzazioni che offriamo sono pastorale giovanile, catechetica, scienze dell’educazione, comunicazione, diritti dei giovani e dei minori, in un ambiente ricco di attività extra-accademiche. Non solo teste ben fatte, quindi, ma persone complete.

 La maggior parte dei giovani oggi sono agnostici. È preoccupato?

La preoccupazione c’è, ma non vogliamo piangere sui nostri tempi. Anche don Bosco ha vissuto anni difficili! Tra l’altro i giovani oggi hanno grandi opportunità che in altre epoche storiche non esistevano proprio. I salesiani si rifanno all’umanesimo di Francesco di Sales e credono nelle potenzialità, naturali e soprannaturali, di ogni ragazzo. Per questo l’educazione è centrale, anche negli ambienti più difficili. Ma ci vuole presenza, vicinanza, il giovane deve diventare protagonista del proprio percorso, affrontando ideali alti. Don Bosco parlava di “parolina all’orecchio”, indicando la capacità di far sentire ciascuno al centro dell’attenzione.

 L’impatto dei media è più forte della vostra voce?

La Rete è un ambiente dove si trova di tutto, ma proprio per questo non possiamo mancare. Il nostro compito è creare le condizioni perché un giovane possa individuare ciò che è veramente degno di interesse. Cerchiamo per questo di educare al pensiero critico e all’approfondimento.

 Come salesiani quale strategia avete?

Il sistema educativo di don Bosco è fatto di ragione, religione e amorevolezza. Una ragione ben formata, per capire ciò che è bene e ciò che è male. Il vissuto di fede, che completa la persona nella sua apertura al trascendente. E infine l’amorevolezza: i giovani devono essere non solo amati, ma sapere di essere amati, per fare un’esperienza di reciprocità. Nelle nostre opere, dall’università agli oratori, fino al lavoro con i ragazzi di strada, si fa l’esperienza della “casa che accoglie”, luogo dove esprimere la propria fede, cortile dove incontrarsi tra amici, scuola che educa alla vita. Tutto questo si collega con quello che i giovani hanno chiesto nel pre-Sinodo: una Chiesa che sia casa, famiglia e luogo accogliente.

 Il mondo degli adulti non aiuta…

Molti adulti hanno rinunciato ad essere generativi. Invece i giovani dovrebbero “vedere” che sposarsi e avere figli è qualcosa di bello. E incontrare persone che dimostrino che si può essere felici anche con la vocazione religiosa. Papa Francesco ripete: «Non fatevi rubare la speranza». Il compito dell’educatore è essere un provocatore, da pro-vocazione: deve far venir fuori la chiamata ad andare oltre il banale e il superficiale. Appassionare significa provocare in positivo.

 C’è un deficit di presenza culturale della Chiesa?

Con la Laudato si’ la Chiesa ha dato un grande apporto alla riflessione culturale (e non solo). Bisognerebbe fare proposte significative anche in altri campi, come l’educazione: come guardiamo al futuro attraverso la formazione dei giovani? Il cosiddetto “nuovo umanesimo” ce lo giochiamo qui.

 Le università pontificie possono collaborare meglio?

Nella costituzione apostolica Veritatis gaudium il papa indica 4 criteri fondamentali: approfondire cosa la rivelazione cristiana può offrire alle varie discipline; riscoprire l’unità del sapere; dialogare a tutto campo (non soltanto come strategia, ma anche come stile di vita e di pensiero); fare rete. Cerchiamo di farlo: a Roma ci sono 23 istituzioni universitarie ecclesiastiche che possono offrire un notevole apporto culturale.

 C’è un’emergenza nella sessualità per i giovani?

Nel congresso di settembre (vedi box) ci sarà un intervento proprio sull’inquinamento pornografico. L’ambiente intorno spesso ci tira in basso, ma si può andare controcorrente: però i giovani rispondono solo se gli si mostra e gli si testimonia che ne vale la pena. Non dobbiamo temere di fare proposte serie.

 In Ups trattate di finanza etica, perché?

Dietro la crisi c’è una dimensione antropologica: come si guarda all’uomo e alla sua responsabilità verso se stesso, gli altri, l’ambiente. Paolo VI diceva che il mondo soffre “per mancanza di pensiero”, Giovanni Paolo II sfidava il pensiero cristiano del terzo millennio a dare una visione integrata dei saperi; Benedetto XVI afferma che bisogna approfondire la relazione per capire cosa significa essere un’unica famiglia umana, mentre papa Francesco arriva a dire che serve “una rivoluzione culturale”. C’è bisogno di questa profondità per cogliere il significato della crisi finanziaria e il valore della finanza etica.

 Perché un congresso sui giovani prima del Sinodo?

Come famiglia salesiana volevamo dare un nostro apporto specifico sulle prospettive educative legate alle scelte dei giovani. Come aiutarli, quali condizionamenti, quali buone pratiche. Noi continuiamo a credere nelle risorse naturali e spirituali dei giovani, perché ne facciamo esperienza ogni giorno. Se aiutati, possono fare scelte di vita che li rendono felici.

 

 

Giovani e scelte di vita – Prospettive educative

Il congresso organizzato dall’Ups e dalla facoltà di Scienze dell’educazione Auxilium si terrà dal 20 al 23 settembre 2018 a Roma. Per informazioni: www.giovaniesceltedivita.org

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