Cose che succedono in Usa

Due pellicole che indagano  sul loro passato ed anche sulle minacce che sfiorano il loro presente. Charlie Says, diretto da Mary Harron e Attacco al potere 3, la terza puntata della saga patriottica con Morgan Freeman, Gerard Butler ed uno splendido vecchio folle interpretato da Nick Nolte.

Gli Usa spesso ritornano sul loro passato ed anche sulle minacce che sfiorano il loro presente. È un discorso ricorrente, forse segno di un timore sotterraneo della (ex?) prima potenza mondiale, certo oggi in concorrenza con Cina, India e Russia.

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Dentro di sé l’America ha i suoi demoni da combattere. La violenza, in primo luogo. Charlie Says, diretto da Mary Harron, ripercorre la storia di tre ragazze vissute nella setta di Charles Manson, quello del massacro nell’estate del 1969. Era l’epoca della ribellione contro il ”sistema”, portata fino all’estremo. Attraverso i flashback si narra la storia della seduzione effettuata da un personaggio carismatico del male che fra droga, sesso, violenza, quasi si credeva Cristo. L’amore, la libertà, erano l’essenza del messaggio, ma ancor più la morte, come si vide dai risultati.  Il film non fa sconti, è duro – le ragazze non si pentono, convinte di essere nel giusto – ma rimane attuale la realtà di come l’America – e tanta parte del mondo – sia sensibile ai predicatori di felicità senza regole, che in fondo sono fantasmi del male, presente in ogni inquadratura del film nella sua ripetitività folle. Girato per esorcizzare l’attuale violenza insita nel fanatismo libertario e religioso delle sette?

Diverso il caso di Attacco al potere 3, la terza puntata della saga patriottica con Morgan Freeman, Gerard Butler ed uno splendido vecchio folle interpretato da Nick Nolte.

L’agente dei servizi segreti Banning – fisicamente ormai malandato – è sospettato di aver tentato l’omicidio del presidente. Comincia perciò una lotta tra lui fuggiasco – che si proclama innocente ma non viene creduto – e l’FBI che lo insegue. In realtà, il marcio si annida dentro la Casa Bianca dove si trama per ottenere il potere. L’ambizione giustifica la violenza,  la morte: è la logica del male che esteriormente  si veste di rigore, ma all’interno è pieni di falsità. Film d’azione, diretto con rapidità da Ric Roman Waugh – forse ci sarà un quarto episodio -,  trova la sua originalità anche nel rapporto con la famiglia: la moglie, la figlia, il padre lontano.

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La famiglia e il padre, altri due temi cari agli Usa.  Qui la famiglia è ancora di salvezza e di sicurezza, desiderio di vita insieme, diversamente dal solito schema – passato anche a noi – di comunità di gente disturbata o infelice. Un film sincero nel suo genere, che fa anche pensare. Soprattutto alla violenza che si annida sia nello spirito dei fanatici come nelle stanze del potere. Esce il 28 agosto.

 

 

 

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