Canzoni mondiali

Listen Up!, un disco solare e positivista come ha da essere una compilation pensata per giorni che tutti speriamo possano essere di festa.
Soweto spiritual Singer
A confermare l’assioma che ogni evento è innanzi tutto un business, ecco arrivare sui mercati planetari l’album ufficiale dei Mondiali di calcio sudafricani. Tra i mille gadget a disposizione la Fifa ha realizzato una compilation col duplice scopo di certificare la propria sensibilità sociale e sfruttare l’occasione per quelli che sono – o dovrebbero essere – le priorità di ogni evento sportivo di portata mondiale: lealtà, promozione di valori positivi, occasione di svago e di fraternità interraziale.

L’album si intitola Listen Up! (Epic) e contiene dodici brani realizzati proprio con questo intento: una bella ed allegra sarabanda di sonorità afro-occidentali e di intriganti duetti fra divi planetari ed emergenti terzomondiali. Come già era avvenuto per le precedenti edizioni siamo, per capirsi, in un ambito che potremmo definire di etno-pop internazional-popolare. Questa volta l’onore di firmare la sigla ufficiale è andato al rapper statunitense R.Kelly accompagnato dai Soweto Spiritual Singers col brano Sign of a Victory che apre l’album, mentre come singolo guida è stata scelta la spumeggiante Waka Waka (This time for Africa) proposta da Shakira insieme all’ottima pop-band locale dei Fleshlygroung (sì, proprio quelli dell’irresistibile Doo Bee Doo): facile pronosticarla tra i tormentoni dell’estate.

Non mancano altre stuzzicanti proposte, come l’accoppiata afro-statunitense Angelique Kidjo e John Legend, e quella haitiano-sudafricana composta da Wyclef Jean e J.Pre. E nella possente Hope di chiusura c’è anche la voce di Nelson Mandela.

Un disco solare, festoso e positivista come ha da essere una compilation pensata per giorni che tutti speriamo possano essere di festa, a prescindere dai verdetti dei campi. Particolare non irrilevante il fatto che i proventi dell’album verranno destinati ad un progetto benefico che si prefigge di costruire ben 20 centri sportivi in alcune fra le aree più povere del continente africano.

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