Cambiare prospettiva

Nonostante il ritardo culturale e le politiche inique, esiste un soggetto che continua a generare la società. Promemoria per le prossime elezioni
ANSA

Con molto ritardo dalla precedente edizione del 2010, e ormai alla fine della legislatura, si è tenuta, nelle sale del Campidoglio a Roma, la Terza  conferenza nazionale sulla famiglia organizzata dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri con il supporto dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia. Due giorni di fine settembre connotati da un’intensa attività in seminari interdisciplinari con esperti, rappresentanti  delle  famiglie, parti sociali, il presidente del Consiglio Gentiloni ed esponenti di primo piano del governo. Come il ministro dell’Economia Padoan che, alla fine, ha posto in evidenza i vincoli di bilancio pubblico che obbligherebbero a rinviare alla prossima legislatura quei necessari interventi strutturali, improntati ad equità, emersi nel dibattito serio e articolato della Conferenza.

Un copione già visto e destinato  a ripetersi, che alcuni salutano, comunque, come un successo per l’attenzione ricevuta, mentre altri sono portati a vedervi un tentativo maldestro di propaganda pre- elettorale. Con la schiettezza che lo contraddistingue, il presidente del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo, è entrato nel merito delle questioni, facendo notare che «i soldi si trovano sempre per salvare le banche, così come si sono trovati 10 miliardi per il bonus degli 80 euro elargito a prescindere dai carichi familiari, ma non si riescono mai a trovare le risorse per permettere agli italiani di vivere e non sopravvivere se mettono al mondo un figlio».

Esiste, quindi, un dialogo aperto e non subalterno verso le istituzioni, partendo da una prospettiva di ricerca del bene comune di tutto il Paese e non da quella di una lobby da contrapporre alle altre. De Palo e, con lui, tutte le associazioni che rappresenta, denunciano una grave carenza culturale «in chi ci governa e nella politica», perché affermare che si vogliono «aiutare le famiglie che sono sotto la soglia di povertà equivale a dire che si aiutano le imprese solo quando vanno in crisi, o si curano i malati solo quando stanno per morire». Sullo sfondo il calo demografico che è destinato a crescere in Italia come non può che confermare il presidente dell’Istat Alleva. Una tendenza che non si può affrontare con la miope politica degli incentivi ma con scelte programmatiche di lungo termine che non siano di ostacolo a chi, pur dentro la precarietà della crisi, decide di sposarsi e di mettere al mondo dei figli. Come è evidente a tutti, il sistema fiscale e la carenza dei servizi pubblici sono alcune delle cause di impoverimento per dei genitori che sono già esposti all’insicurezza del lavoro che colpisce, in particolar modo, le madri. Come sottolinea Paolo Perticaroli dell’Associazione Famiglie Nuove, «è necessario che tutti i provvedimenti legislativi abbiamo come visione essenziale la Valutazione dell’Impatto sulla Famiglia».

L’intenzione del Forum è quella di rivolgere, ormai, l’attenzione alle prossime elezioni per capire chi davvero vuole impegnarsi ad adottare il Fattore Famiglia, e cioè una proposta organica di riforma di un sistema fiscale incentrato finora sull’individuo e non sul soggetto familiare. Una base di discussione, frutto di accurati studi tesi a superare i meccanismi che rischiano di favorire i redditi più alti o di scoraggiare il lavoro delle donne.

Una tale azione di cittadinanza attiva, capace di confrontarsi con tutti senza preclusioni, presuppone la presenza di una rete di associazioni familiari che non si limiti a delegare ad alcuni rappresentanti l’impegno nel campo sociale e politico. Un passaggio niente affatto scontato nelle realtà del mondo ecclesiale come possiamo testimoniare per esperienza diretta. A volte, esiste una base che si mobilita per grandi manifestazioni ma ha difficoltà ad entrare nella fase delle proposte per risolvere le innumerevoli ingiustizie e inefficienze del sistema politico ed amministrativo italiano. Anche gli ultimi annunci di ripresa dell’economia sono ambivalenti, secondo il Forum, perché si tratta di una «crescita determinata prevalentemente non dagli investimenti ma dai consumi, che non sono sostenuti dai salari  (troppo bassi) ma dai risparmi. In sostanza, di fronte all’opzione tra risparmiare e mettere insieme i tre pasti quotidiani le famiglie non hanno scelta». Uno stato di cose inaccettabile che motiva le famiglie ad “immischiarsi” nei luoghi di vita delle città, a partire dalla scuola, dove il Forum è in prima linea nei «progetti di dialogo interculturale e interreligioso tra le famiglie» nel segno dell’accoglienza e dell’inclusione perché «la pace si costruisce in casa e a scuola».

Quindi, al di là di tutto, la Conferenza nazionale ha avuto il merito di far emergere una rete di esperienze, competenze, sensibilità diverse, necessarie per produrre frutti. Un esempio è arrivato dalla Settimana della famiglia di inizio ottobre che a Roma, con pochissime risorse, ha generato una miriade di attività, feste, incontri e condivisioni in una città ferita che ha bisogno di luoghi di umanizzazione per tutti.

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