Il bus si paga con le bottiglie di plastica

Un’iniziativa che potrebbe sembrare bizzarra, ma che sta dando notevoli risultati in vari Paesi e che era stata ipotizzata anche a Roma.

“Biglietto prego!”. È questa la richiesta pronunciata dal controllore sugli autobus di tutte le città del mondo. Ma da qualche giorno in Indonesia c’è una novità. A Surabaya, la seconda città più grande del Paese, l’amministrazione ha ideato un sistema che ha messo d’accordo ambientalisti e cittadini. Questi ultimi ricevono il biglietto di traporto urbano in cambio di bottiglie di plastica vuote. Se portano nei punti vendita 5 bottiglie di plastica grandi oppure 10 bottigliette piccole, riceveranno in cambio un biglietto per l’autobus valido due ore. Insomma tutti felici, soprattutto i cittadini, perché tra la spazzatura ci sono infinite bottiglie di plastica grandi e piccole.

L’Indonesia è il secondo paese al mondo – dopo la Cina – per inquinamento da plastica e un’azione politica del genere non può che portare ampi benefici. In realtà non è una novità assoluta: in altre città del mondo si sta già sperimentando questo servizio. A Pechino, in Cina, già dal 2013 il biglietto della metro si paga in bottiglie di plastica. In Turchia, invece – terzo paese d’Europa per produzione di rifiuti -, grazie al progetto Smart mobile waste gransfer machines, il riciclo delle bottiglie di plastica diventa merce di scambio per spostarsi con i mezzi pubblici.

La metropolitana di Istanbul ha deciso di introdurre una soluzione innovativa al problema dei rifiuti di plastica: per chi ricicla, biglietti gratis per viaggiare in metro. Il comune ha infatti installato le prime macchine automatizzate chiamate Smart mobile waste transfer machines in tutta la città. Sono distributori automatici che prendono come pagamento le bottiglie di plastica usate, emettendo in cambio dei buoni che possono essere utilizzati per più forme di trasporto pubblico. In questo modo i cittadini rendono il lavoro dei netturbini più semplice e aiutano a tenere più pulita la propria città.

Ritornando in Indonesia, le conseguenze della nuova iniziativa sono sotto gli occhi di tutti: sta aumentando la raccolta differenziata e i cittadini sono più invogliati ad usare i mezzi pubblici riducendoil traffico. L’obiettivo è dire addio alla plastica entro il 2020 e quindi ogni iniziativa viene accolta positivamente. Alcuni cittadini si sono ritrovati nei punti vendita dei biglietti dei bus con sacchi pieni zeppi di bottiglie, ricevendo decine di biglietti in cambio. «Queste bottiglie raccolte le mettiamo all’asta, valutiamo le offerte e cerchiamo di portare più soldi possibili nelle casse del Comune», hanno spiegato dal dipartimento del verde pubblico del Comune. Il ricavato viene destinato al servizio di trasporto pubblico locale e a quello della nettezza urbana. Un’idea davvero originale e che funziona.

E in Italia? Nel 2014 di un simile progetto se ne parlò a Roma. Nella città eterna – che oggi sta vivendo un periodo non facile con i rifiuti –, l’allora consigliere capitolino Athos De Luca, dopo il successo dell’iniziativa già avviata in Cina, propose di far riciclare la plastica in cambio di incentivi all’utilizzo dei mezzi pubblici. L’idea di De Luca era quella di posizionare dei mini compattatori automatici nelle stazioni della metropolitana o ai capolinea dei bus che, inserendo bottiglie di plastica, erogavano titoli di viaggio. Una bella iniziativa che cadde insieme alla giunta del sindaco Ignazio Marino.

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