Azzurre eliminate, ma dopo aver fatto la storia

La nazionale azzurra femminile di calcio viene eliminata dall’Olanda, che s’impone per 2-0, ai quarti di finale dei Mondiali di Francia: un successo comunque, per tutto il movimento calcistico italiano

IGrazie ragazze…

Milioni di telespettatori ad ogni partita, passione e tifo sfegatato allo stadio e un fantastico Mondiale disputato, giunto all’epilogo solo ai quarti, osando dove non eravamo comunque mai riusciti prima con le nostre donne: questo il bollettino finale dei Mondiali di Francia di calcio femminile. L’Italia è eliminata dalle campionesse europee in carica, le olandesi, una delle squadre più forti, se non la migliore in assoluto vista fino a questo momento nella rassegna, ma in realtà, forse, questa ragazze hanno vinto comunque. Innanzitutto perché ci hanno smentito, dimostrando che il calcio femminile, anche nel nostro Paese, è ormai una solida realtà di passione su tutto lo Stivale. Poi perché hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo, spingendosi fino ai quarti, contro ogni aspettativa iniziale. Infine, dato non trascurabile, perché sono state capaci ci andare oltre il pregiudizio di chi non le vorrebbe in grado di potere misurarsi in uno sport, il calcio, che, sebbene imponga ritmi fisici e contrasti certamente oltremodo duri, dopo questo storico mondiale non sarà più esclusivo campo d’azione e dialettica del mondo maschile.

FIFA Women's World Cup 2019

…ma l’Olanda era troppo forte

L’avventura finisce a Valenciennes, proprio dove era iniziata. A sancire la sconfitta due imparabili colpi di testa di Miedema e Van Der Gragt, rispettivamente al 70’ e all’80’: non mancano ovviamente lacrime e rammarico, dato che le azzurre avevano saputo tenere testa alle fortissime avversarie se non altro per tutto il primo tempo, quando Bergamaschi al 18’ minuto si affacciava anche pericolosamente dalle parti di Van Veenendaal calciando debolmente a pochi metri dalla porta. I 33 gradi complicavano poi la fluidità del gioco, che scorreva abbastanza lento fino all’intervallo, imponendo anche al 35’ il primo cooling break, la pausa per dissetarsi. Nella ripresa apparivano più incisive le Orange: al 49’ un colpo di testa di Miedema non trovava la porta, ma il nostro saggio coach Milena Bertolini gettava subito nella mischia Sabatino al posto di Bonansea, in difficoltà per il caldo, mentre l’allenatrice avversaria Sarina Wiegman giocava la carta Beerensteyn per Van De Sanden. La manovra olandese acquistava consistenza culminando al 58’ con la clamorosa traversa colpita da Van de Donk a Giuliani battuta, mentre poco dopo Spitse colpiva il palo esterno. I legni facevano da preludio ai due gol, che demolivano il morale azzurro facendo fioccare le ammonizioni, ma senza cancellare un torneo he resterà nella storia.

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«Usciamo a testa alta, le ragazze hanno fatto un Mondiale eccezionale – commenta a fine gara Milena Bertolini –: anche oggi hanno fatto una grande partita contro un avversario forte, sono molto orgogliosa di loro. Le lacrime ci stanno, ma ora devono vedere la cosa bella che questo è un punto di partenza per il loro futuro. Da ora in poi il calcio femminile in Italia sarà diverso. Ora chi ha il compito di prendere certe decisioni deve farlo, perché le ragazze meritano il professionismo. Oggi hanno giocato contro colleghe professioniste e da quel punto di vista era una partita non alla pari».

Una considerazione, quella sul riconoscimento del professionismo, di importanza cruciale in prospettiva, se si pensa che le olandesi ad esempio schieravano ad esempio quattro giocatrici vincitrici con l’Arsenal della massima serie inglese, senza contare Lieke Martens, stella del Barcellona e migliore giocatrice al mondo nel 2017, e Lineth Beerensteyn, giovane astro nascente che indossa le gloriosa numero 10 del Bayern Monaco. Un confronto impari viste soprattutto le possibilità: perché non fare in modo che questo Mondiale sia l’inizio di una nuova gloriosa pagina di storia dello sport femminile italiano?

 

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