Aggiungi un posto al caravan

Arrivano le vacanze!
Bambini
Sarà capitato anche a voi di visitare un autosalone per acquistare la macchina per tutta la famiglia. Ora, se quando dici “tutta” la famiglia passi in rassegna tanti volti – che ne so, facciamo il caso (solo) teorico di 7 – la cosa si fa complicata. Sì, perché mentre ti senti in grado di rimpinzare ogni spazio vuoto di una normale vettura spingendo e organizzando le braccia, le gambe, le teste dell’amata prole, e mentre calcoli quanto lo spazio fra i sedili sia in grado di accogliere le buste della spesa, gli zaini, gli orsacchiotti, ecc., ti fai pure una ragione che la legge t’impone una macchina omologata per 7, per cui abbandoni il progetto dell’auto normale e ti dirigi verso l’area con le auto più capaci.

 

Stai osservando gli interni della fiammante 7 posti che ti viene proposta, e ti domandi quale sarà la capacità assorbente del vomito della radica (è noto a tutte le famiglie che la prima definizione di vettura è il luogo più idoneo dove il piccolo vomita). E mentre ispezioni la selleria in pelle, un ulteriore interrogativo ti scuote la coscienza: la caramella appiccicosa sputata dall’infante, che resistenza avrà su quel pregiato sedile? Il navigatore, poi, diventerà il tuo amico fedele: sarà in grado di condurti dove vuoi, mentre la pargoletta da dietro, giocando a moscacieca, ti coprirà improvvisamente gli occhi con le mani. E le numerose opzioni del climatizzatore avranno l’allietante effetto di gonfiare e sgonfiare a piacimento la bolla di moccio penzolante dal naso dell’altro piccolo, quello eternamente raffreddato. Ti potrai godere la supertecnologica radio al ritmo delle alienanti filastrocche dei cartoon, e mentre ti viene spiegato di quanti cavalli dispone il motore, ti sobbalza nella mente proprio quella sigla là, che ti percuote il cervelletto, a causa della quale odi tutte le specie equine conosciute dalla zoologia.  

 

Finalmente: quanto costa? Niente. Una sciocchezza. È proprio la macchina giusta per quei 7 manager che la userebbero per recarsi al campo di golf. E mentre osservi che il venditore sbianca quando la prole al seguito sta facendo scorrere i giocattolini sul cofano della vettura in esposizione, recuperi un po’ della tua dignità, e con solennità rispondi: «La mia coscienza ambientalista m’impone di rinunciare al privilegio personale per contribuire al miglioramento del sistema dei trasporti pubblici». Esci di corsa, prima che l’ultima domanda possa ricevere la fatal risposta: dove sarà finito il chewingum che il tesoruccio di papà stava ciancicando?

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