Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Musica

Addio, grande Toots

di Franz Coriasco

- Fonte: Città Nuova


Il jazz ha perso un altro dei suoi maestri. A 94 anni ci ha lasciato anche Toots Thielemans, il più grande virtuoso dell’armonica cromatica. Una storia lastricata di successi e di duetti memorabili, ma vissuta sempre lontano dalle isterie dello show-business

Jean Baptiste Thielemans

L’armonica a bocca è uno strumento meraviglioso. Ma nessuno se n’era reso conto finché questo belga dalla faccia simpatica e dai modi gentili ce l’ha fatto scoprire. Trasformandolo da un giocattolino buono per le gite in montagna o per gli accompagnamenti da campeggio in uno strumento con la stessa nobiltà e le infinite potenzialità espressive di quelli che hanno reso grande la musica classica e il jazz.

 

Jean Baptiste Thielemans, detto “Toots”, era nato a Bruxelles nel 1922 e nella sua straordinaria carriera aveva collaborato con i più grandi artisti del suo tempo, da Charlie Parker a Ella Fitzgerald, da Bill Evans a Frank Sinatra, ma anche con stelle del pop come Quincy Jones, Sting, e Mina. Qui in Italia lo conoscevano in pochi, qualcuno lo ricorderà nella sigla di Milleluci a duettare con la signora Mazzini nella mitica Non gioco più: una performance memorabile, per quanto lui fosse sullo sfondo a intrecciare i suoi preziosi arabeschi sonori con la più bella delle voci nostrane. Era il 1974, ed era già un mito.

 

Gli piaceva variare, passando con la sua Hohner (uno dei modelli più celebri porta il suo nome) dal bossanova ai grandi della canzone d’autore, dalle colonne sonore – come nel celeberrimo Un uomo da marciapiede – al contemporary jazz. In Italia oltre al succitato duetto con Mina lo si ricorda al Festival di Sanremo del ’97 come guest-star dei Dirotta su Cuba, ma aveva lavorato anche con Caterina Valente, con Mia Martini, e più recentemente con Sergio Cammariere.  

 

Poco più di una ventina di dischi personali (ma sono innumerevoli quelli ai quali ha partecipato come session-man) spalmati in oltre settant’anni di carriera. Con Jacques Brel, il più grande musicista belga, al punto che re Alberto II l’aveva nominato "barone" nel 1994.

 

Non si esibiva più da un paio d’anni soltanto e aveva scelto la cittadina di La Hulpe, nel Vallone, come buen retiro. Aveva qualche problema ai polmoni, ma sono stati i postumi di una banale caduta a portarselo via. Trovare un suo erede sarà tutt’altro che facile: fatevi un giro su YouTube e capirete perché.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876