Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Società

A Boko Haram si sfugge, ma non all’ultrà di Fermo

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova


Emmanuel Chidi Namdi: ricordiamoci di questo nome, perché è il simbolo di un sempre risorgente razzismo che disumanizza le nostre società, togliendole identità

Razzismo © Michele Zanzucchi 2007

La vicenda è su tutte le prime pagine. Emmanuel Chidi Namdi, nigeriano, è stato ucciso a Fermo da un pregiudicato, ultrà della tifoseria locale. La sua colpa? Avere difeso la moglie Chinyery dalle volgarissime accuse razziste – «scimmia africana», era stata definita dal tifoso, prima di essere da lui scaraventata per terra –, meritandosi le percosse dell’aggressore, che ha fatto tra l’altro uso di un palo segnaletico divelto dall’asfalto per tramortirlo e poi continuare a prenderlo a calci e pugni quando era a terra. È morto in ospedale. Da dieci mesi era ospitato nel seminario vescovile di Fermo assieme ad altri 124 profughi, di cui 19 nigeriani. Emmanuel era scampato alle persecuzioni di Boko Haram e ai pericoli del lungo viaggio attraverso Niger e Libia verso Palermo e poi Fermo.

 

Pietà è la parola che, prima, viene alle labbra. E poi disgusto, perché l’identità italiana e occidentale che il tifoso pretendeva di difendere è una civiltà fondamentalmente d’accoglienza e di rispetto. Il suo gesto nei fatti distrugge tale identità e scava ulteriormente fossati di razzismo che l’odore del sangue non contribuisce certo a colmare. Odio chiama odio, purtroppo questa è la verità di tante nostre città.

 

Chiunque vuol vivere in una società civile, non dico chi crede alla fraternità universale ma chiunque ha un seme di umanità nel proprio cuore dovrebbe associare nel cordoglio di questi giorni anche Emmanuel alle nove vittime italiane di Dacca, ai 203 morti del centro commerciale di Baghdad, ai 47 dell’aeroporto di Istanbul. La logica che sta dietro tali atti efferati è la stessa: dare la morte all’altro per affermare la propria identità. Ma la morte gratuita violenta non porta mai identità. Se l’identità nostra è umanità, quando non c’è umanità, quale identità può mai venire fuori? Solo disumana.

 

Spero che al funerale di Emmanuel la Fermo civile, e con essa l’Italia civile, sia presente al gran completo. Per tenere in piedi una società barcollante.

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876