Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Musica

Ovazione per Yuja Wang

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova


L’Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma ha ospitato l'artista per un concerto su Ravel diretto dal francese trentenne Lionel Bringuer. Lei è perfetta e sembra mettere l’anima in quello che suona

Yuja Wang

I cinesi vogliono e sanno stupire. Dopo l’ipertecnico e mediatico Lang Lang, l’Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma ha ospitato Yuja Wang. Vestita di un abito scintillante con coda il primo tempo, e di una sorta di bikini rosso fiamma nel secondo, avanza con grazia studiata, si inchina e suona Ravel. L’ha già inciso col direttore, il francese trentenne Lionel Bringuer, che sa accompagnare con tatto, gusto e un gran bel gesto espressivo.

 

Primo brano: il celebre Concerto per la mano sinistra in re maggiore, anno il 1932: pezzo funambolico, monumentale, tra pieni e vuoti costanti, marce sontuose e ritmi spezzati, glissando perfetti in quel mago dell’orchestra che è Ravel. Lei non si impressiona, sciorina note con evidente facilità, segue lo spartito sul tablet, mai un impaccio, tutto perfettamente aderente al tono brillante del brano iperbolico.

 

Tocca poi al Concerto in sol. Qui la cosa si fa difficile: il secondo tempo è un Adagio assai, dai lontani echi mozartiani, una melodia lunga, chiara, quasi incantata. Lei è perfetta, sembra suoni con l'anima oltre che con le splendide dita. Il virtuosismo dell’ultimo tempo annega i pensieri nei colori jazzistici e la riporta al fraseggio e al dinamismo con sonorità di farfalla. Ovazioni del pubblico. Ci si domanda alla fine se ci sia bisogno di far spettacolo forse troppo esibizionistico per attirare l’attenzione. Non basta saper suonare, cioè donare, la musica? È una domanda non peregrina, che va ben oltre la moda del momento. Aspettiamo la star mediatica in Mozart, Beethoven e Chopin. Loro sono un’altra cosa.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876