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Italia > Società

Così non funziona

di Flavia Cerino

- Fonte: Città Nuova


Il delitto di Palagonia ha acceso i riflettori sul Centro di accoglienza di Mineo. Ma cosa succede veramente? Quali sono i problemi reali?

Mineo

L’efferato omicidio degli anziani coniugi di Palagonia per mano, a quanto pare, di un immigrato diciottenne collocato nel CARA di Mineo, riapre il dibattito su questo centro di accoglienza. Il Presidente della regione siciliana, Crocetta, ha chiesto che venga chiuso. Ma la sua richiesta è l’ultima di una lunga serie.

La storia del CARA – Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo – ha cifre impressionanti.

In quelle casette circondate da verdi prati fino al 2010 abitava il personale americano addetto alla base Nato di Sigonella da cui però dista una buona manciata di chilometri. Poi gli americani si sono spostati e la Pizzarotti spa, proprietaria della struttura, ha affittato il residence allo Stato ribattezzandolo velocemente Villaggio della Solidarietà e contrattando, nel 2011, sei milioni di euro all’anno.

Di recente le indagini di mafia capitale ci hanno fatto sapere che altri 100 milioni di euro vengono dati annualmente alla società che gestisce il centro per l’erogazione di servizi che di fatto non ci sono, salvo quelli di prima necessità.

Nel CARA vivono circa 4000 persone (nel comune di Mineo ne risultano residenti 5200), ma il numero esatto non lo sa nessuno, perché attraverso qualche piccola smagliatura della recinzione si entra e si esce senza troppe difficoltà.

In compenso l’ingresso è assolutamente vietato per i non addetti ai lavori.

Non risultano episodi di criminalità operati da persone accolte nel Villaggio della Solidarietà. A volte gli immigrati fanno qualche manifestazione pacifica e bloccano la strada statale in segno di protesta per le lungaggini amministrative.

I fattacci del CARA di Mineo quindi sono tutti italiani. Li paghiamo noi, italiani, con le nostre tasche. Gli immigrati li subiscono.

Un bruttissimo fatto di cronaca riapre la polemica sugli immigrati che «vengono in Italia per delinquere», secondo i migliori luoghi comuni.

Può capitare, così come capita che si fanno ammazzare per sventare una rapina al supermercato.

Il CARA di Mineo tuttavia sta in piedi sulla delinquenza italiana. Chiudiamolo presto e avviamo nuovi modelli di accoglienza senza creare villaggi simili più a prigioni che a luoghi di pacifica convivenza.

 

 

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