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Ambiente > Ecologia

Una soluzione per le economie sviluppate e in via di sviluppo

di Valentine Nzengung

- Fonte: Living City New York


Le piante verdi possono essere usate per la depurazione dell’aria, del suolo e dell’acqua: la ricerca di una studentessa camerunense, raccontata a “Living City”

Quando mi sono laureate in ingegneria ambientale e biochimica all’inizio degli anni Novanta, il mio sogno era diventare ricercatrice e studiare una soluzione al problema della contaminazione del terreno e dell’acqua. Le mie radici culturali africane mi hanno portata a dirigermi sulle piante verdi – sia acquatiche che terrestri – come una soluzione praticabile e sostenibile, sia nei Paesi in via di sviluppo che in quelli già sviluppati. In Camerun, essendo i fondi per affrontare questo problema molto ridotti, la protezione dell’ambiente non è una priorità: eppure il clima tropicale consente di avere raccolti tutto l’anno. Il mio lavoro si è così concentrato nella ricerca di una soluzione economicamente affrontabile anche dalle economie meno floride.
 
Quando mi si è presentata l’opportunità di un posto da ricercatrice negli Stati Uniti, l’ho colta con entusiasmo: mi sono così trasferita all’Agenzia nazionale per la protezione ambientale ad Athens, in Georgia, dove ho partecipato a degli studi d’avanguardia sulla phytoremediation – l’uso delle piante verdi per la depurazione dell’acqua. I dati raccolti nel giro di due anni non solo dal mio gruppo, ma anche da altri in tutto il mondo, mi hanno convinta che le piante possono fornire una risposta sostenibile alle sfide ambientali emergenti: le piante verdi infatti filtrano naturalmente le sostanze inquinanti dall’aria, dall’acqua e dal terreno, oltre che fornire poi biomassa per la produzione di energie alternative. Nei miei 17 anni di insegnamento e ricerca in Georgia ho continuato a lavorare sia in laboratorio che sul campo, per dare una risposta ai problemi concreti che incontravo: ad esempio, ho messo a punto un sistema per rimuovere alcune sostanze contaminanti in diversi stabilimenti industriali e militari in tutti gli Usa.
 
Sento che, come custode del pianeta e nello spirito dell’amore reciproco, posso contribuire al benessere di tutti piantando alberi o rimuovendo le sostanze inquinanti da tre risorse indispensabili alla nostra vita: l’acqua, l’aria e il terreno. Sono molto fiduciosa nelle possibilità della phytoremediation, perché è facilmente applicabile, a basso costo, a impatto zero ed esteticamente piacevole: mi immagino un giorno in cui ciascuno di noi pianterà un albero, così da poter raggiungere velocemente il traguardo del bilancio zero nelle emissioni.
 
Traduzione di Chiara Andreola
 

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