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Cultura > Arte e Spettacolo

I sentimenti sordidi di Ronconi e Gombrowicz

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova


Al Teatro Grassi di Milano e poi a Roma, all'Argentina, Luca Ronconi porta in scena "Pornografia", da un romanzo degli anni Sessanta di Witold Gombrowicz

Pornografia

Nonostante il titolo, di pornografico non c'è nulla. Il tema è il voyeurismo, ma anch’esso forma di pornografia. Perversione dello sguardo. Degli occhi. Del modo con cui si guarda gli altri. Come si immaginano e li si vorrebbe. «Il vero voyeurismo pornografico è quello verso sé stessi… nello sguardo sulla propria schifezza, non su quella degli altri», spiega Luca Ronconi, non per possederne il corpo, ma per corromperne lo spirito. Per distruggerlo.

Così il regista sintetizza la sua chiave di lettura del romanzo Pornografia (1960) del polacco Witold Gombrowicz, dove due maturi protagonisti, Witold e Federico – forse la stessa persona –, s'invaghiscono di una coppia di adolescenti, attratti dalla loro immaginaria relazione erotico-sentimentale.

In realtà i due giovani sono tra loro indifferenti. Stupiti della scoperta i due voyeur si prodigano per spingerli tra le braccia l'uno dell'altra, fino a coinvolgerli nel loro meccanismo perverso al punto da organizzare un assassinio in comune con la coppietta.

Ai margini della vicenda scorre la grande Storia – l'eco della Seconda Guerra mondiale –, trattata marginalmente dall'autore solo come contesto dentro cui inserire l'episodio, dove anche i partigiani sono mostrati nei loro aspetti meno eroici, e per questo all'epoca criticato.

L'operazione teatrale di Ronconi, come altre precedenti tratte da opere narrative, non piega il romanzo alla drammaturgia di una riscrittura scenica, bensì alla teatralizzazione delle parole scritte. Gli attori, in tal modo, recitano il racconto conferendogli l'azione. I personaggi entrano ed escono, insieme agli arredi in movimento che scorrono sul nudo palcoscenico, contestualizzando il luogo, descrivendo pensieri intimi, dialoghi e gesti, imbastendo trame e macchinazioni ad alta voce, e per questo simili a registi di una messinscena della realtà come la vorrebbero.

In questo forzare la realtà, nella coppia adulta che spinge all'amore la coppia giovane, che ricorda l'Aminta del Tasso, si ravvede «il trasferimento sulla giovinezza di quanto l'età matura vive come riflesso o invidia, come insinuazione viziosa e deviata», scrive Francesco M. Cataluccio nelle note del programma.

Da qui la messa in atto di una vera e propria aggressione alla giovinezza altrui da parte dei due attempati signori. Che Paolo Pierobon e Riccardo Bini rendono, nello sviluppo, con una recitazione febbrile, spasmodica, con accanto Loris Fabiani, Valentina Picello, Michele Nani, Lucia Marinsalta, Franca Penone, Ivan Alovisio, Francesco Rossini, Davide Fumagalli.

"Pornografia" di Witold Gombrowicz, regia Luca Ronconi, scene Marco Rossi, luci Pamela Cantatore. Coproduzione Santacristina Centro Teatrale, Piccolo Teatro di Milano. Al Teatro Grassi di Milano fino al 6 aprile; al Teatro Argentina di Roma dall'8 al 17 aprile.

Riproduzione riservata ©

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