Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Opera

Il Trionfo del Tempo e del Disinganno

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

L’oratorio giovanile di Haendel in una edizione molto riuscita al Teatro dell’Opera romana

Il Trionfo del Tempo e del Disinganno, regia di Robert Carsen. Ph Fabrizio Sansoni; Opera di Roma.

Il libretto in due parti è di un fine intellettuale, il cardinale Benedetto Pamphilj e la musica nel 1707 del giovane sassone Georg Friedrich Haedel, un lavoro poi rifatto altre tre volte e da lui molto amato. Il significato dell’oratorio è morale: la tentazione della bellezza e del piacere, della vanità e del successo è affascinante, seduttrice, ma il tempo rivela che si tratta di un inganno, perché tutto passa, anche la bellezza e la giovinezza. Il carpe diem non rimane per sempre. C’è una scelta da fare per “crescere”.

Di qui, nello spettacolo in collaborazione con il Salzburger Festspielel’originale regia del canadese Robert Carsen, artista poliedrico e creativo che ci immette fin dall’ouverture in un ambiente contemporaneo mediatico, tipo X Factor, concorsi di bellezza, tra discoteca, interviste televisive, filmati, sfilate di moda, balletti e luci sfavillanti in una frenesia del tempo che fugge, dove le mille lusinghe del successo e del piacere si manifestano con una voracità senza un attimo di pausa. La bellezza e la giovinezza dureranno per sempre, sembra, ed è difficile scegliere una via diversa.

Johanna Wallroth durante le prove. Ph. Fabrizio Sansoni.

Un simile allestimento potrebbe sembrare lontanissimo dallo spirito del libretto e della musica, invece, per chi conosce il mondo barocco, esso appare coinvolgente e corrispondente alla contemporanea sensibilità neo-barocca degli spettacoli. La fortuna sta che le grandi arie o gli “insieme” avvengono senza luci pesanti ma sono pause di incantamento musicale e canoro di straordinaria bellezza (e impegno per i cantanti, specie nell’uso dei fiati) dove l’ispirazione di Haendel vola alta, molto alta. È una tempesta virtuosistica luminosa, una ebbrezza vocale sostenuta dall’orchestra: una magia per tutti. Un esempio: l’aria “Lascia la spina” – diverrà nell’opera Rinaldo la celebre “Lascia ch’io pianga”− di levigata purezza, di indugiante luminosità, di pause musicali ricche di una chiarezza armoniosa inimitabile.

Il regista Robert Carsen durante le prove. Ph Fabrizio Sansoni.

Certo, ci vogliono interpreti adeguati: il controtenore Raffaele Pe, un virtuoso mirabile, i soprani Johanna Wallroth e Anna Bonitatibus (pur con qualche difficoltà, talora, di intonazione) e il tenore inglese Ed Lyon. Perfetti anche come attori, e non è cosa da poco visto il dinamismo della regia che coinvolge figuranti e danzatori. Assai impegnata l’orchestra del teatro diretta con attenzione da Gianluca Capuano nei tempi lenti e in quelli accesi.

La regia certo ci precipita all’interno di un mondo hollywoodiano accecante e stordente, di incantamento lussureggiante di piacere e successo. Ma è la musica, bisogna sottolinearlo, densa di fascino a rimanere impressa dopo lo spettacolo super-barocco che trova una sua bellezza oltre a quelle dinamiche nelle scene dove le luci si smorzano, la scena è muta e la musica, specie nel finale secondo ma non solo, regna sovrana, come è giusto che sia. Grande successo di pubblico.

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876