Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Società

Possiamo rimanere indifferenti alla logica attuale della guerra?

a cura di Felice Carnuccio

- Fonte: Città Nuova

Da cosa nasce nel comune di Castel Maggiore (Bologna) la proposta di “Sconfina-Menti Festival – Pace libera tutti”. Dal 19 al 21 aprile 2024, tre giorni intensi per interrogarci insieme davanti agli scenari bellici sempre più inquietanti che portano a giustificare la guerra e la corsa al riarmo. Incontro finale con il cardinale Matteo Zuppi. Iniziativa della Commissione Carità e Bene Comune della Zona Pastorale di Castel Maggiore, Trebbi di Reno e Funo

 

 

Le vittime della guerra. Sfollati nella Striscia di Gaza Ansa EPA/MOHAMMED SABER

Il mondo sta attraversando una fase particolarmente pericolosa per la sua stessa sopravvivenza. Diversi conflitti in corso presentano caratteristiche estremamente preoccupanti, poiché coinvolgono lo scontro tra superpotenze dotate di armi nucleari, le quali sembrano non essere disposte a fare alcun passo indietro nella direzione dello scontro.

Le motivazioni alla base di tali conflitti appaiono evidenti e questo avviene sebbene sia difficile credere che ancora oggi ci siano Stati che ritengano possibile risolvere le controversie o raggiungere i propri obiettivi attraverso l’utilizzo della violenza e della guerra.

I mezzi impiegati dalle fazioni in conflitto per convincere i popoli a partecipare, talvolta anche con convinzione, sono molto potenti. Sembra che nessuno dei sostenitori del conflitto armato sia toccato o interessato alle conseguenze devastanti in termini di vite umane, distruzione delle relazioni, della cultura, dei valori e dell’ambiente.

In Europa e nel Vicino Medio Oriente, uomini, donne e bambini, insieme alle loro comunità, stanno già subendo le conseguenze devastanti della guerra. I leader della Nato e dell’Unione Europea hanno già avvertito che dobbiamo prepararci alla guerra con la Russia, e persino la popolazione civile deve essere pronta a parteciparvi; si sostiene che l’economia europea debba essere riconvertita a un’economia di guerra.

Ciò comporta il dirottamento di risorse economiche considerevoli, che vengono sottratte a settori cruciali come l’istruzione, la sanità e lo sviluppo, per essere impiegate nella produzione di armamenti e nell’apparato bellico. È indubbio che ci sia una forte spinta verso una grande guerra nel cuore dell’Europa … ma chi può dire quali e quante altre Nazioni e continenti alla fine potrà coinvolgere?

Dinanzi a tutto ciò, ci sembra evidente che ogni persona dotata di buonsenso dovrebbe immediatamente interessarsi a questi temi, poiché ciò che è in gioco riguarda non solo noi stessi, ma anche i nostri figli, le future generazioni, l’ambiente, la nostra etica e le nostre relazioni umane. Bisogna rimettere in fila i nostri valori fondamentali, chiedendoci, per esempio, se sia più sacro un confine, una terra, o la vita delle persone che la abitano.

Un costruttore di pace non deve farsi arruolare e mettere l’elmetto da nessuna delle parti in conflitto, sforzandosi invece di comprendere tutte le ragioni che lo hanno innescato.

Anche storicamente, le soluzioni nonviolente sono quelle che cercano un bilanciamento, anche provvisorio, tra le ragioni di tutti. A differenza di quelle militari, che stabiliscono sempre un vincitore e uno sconfitto. Non c’è pace senza giustizia, ma la giustizia non può mai coincidere con l’annientamento di una parte a vantaggio di un’altra. E non c’è giustizia senza pace.

Pensiamo sia essenziale avviare un dialogo costruttivo dal basso fra le persone, interrogarsi sulle alternative possibili a questa deriva di violenza e guerra.

La pace è possibile? E cosa intendiamo quando parliamo di pace? Ma soprattutto, la pace ci riguarda? È qualcosa a cui possiamo contribuire, noi in prima persona e con azioni concrete?

Da queste domande nasce la proposta del Festival della Pace che abbiamo organizzato a Castel Maggiore. Siamo convinti che insieme possiamo cominciare a individuare soluzioni e agire per un futuro pacifico e sostenibile. Come ha osservato l’antropologa Margaret Mead, «non dubitate mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta».

Programma completo sul sito del Comune di Castel Maggiore.

 

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come? Scopri le nostre rivistei corsi di formazione agile e i nostri progetti. Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni: rete@cittanuova.it

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876