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Italia > Società

Il week-end visto dal grande schermo

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Un film in 3D La leggenda di Pina Baush e la Napoli degli anni ’70 de La kriptonite nella borsa

La leggenda di Pina Baush

La leggenda di Pina Bausch raccontata in 3 D da Wim Wenders è un viaggio sulla “divina follia” dell’immaginazione e del virtuosismo ballettistico che il regista tedesco racconta con l’ amore struggente di un incontro che, mancato quando la celebre coreografa era viva, è diventato ora, grazie alle immagini, amicizia appassionata. Il film da non perdere, almeno nelle grandi città dove è proiettato, purtroppo in poche sale.

 

L’opera prima dello scrittore Ivan Cotroneo, La kriptonite nella borsa, in concorso al festival romano, è un piacevole racconto-ricordo-fiaba della Napoli anni Settanta, vista attraverso gli occhi stupefatti del piccolo Peppino Sansone. Una Napoli ed una Italia fantasiosa, ma sana. Il film è un alternarsi di bozzetti di genere divertenti, strizza l’occhio a certo cinema regionalistico anni sessanta, e racconta una folla corale di personaggi tra il simpatico, lo stralunato e i l folle che colorano la vita del bambino.

 

Dei bambini, di allora. E delle famiglie, di allora con gli alti e bassi, i personaggi coloriti e un po’ matti di una Italia che si affacciava alla moda del consumismo, ma manteneva ancora una freschezza antica. Cast ben diretto, ognuno in piena forma nel suo ruolo: Valeria Golino, Cristiana Capotondi – ormai quasi ovunque – , Luca Zingaretti –  una volta tanto non fa Montalbano e ci riesce bene –, e  un serio Fabrizio Gifuni. Non un capolavoro, ma un’opera divertente e simpatica.

Riproduzione riservata ©

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