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Italia > Politica

Il presidente Napolitano in Piemonte

di Tobia Di Giacomo

- Fonte: Città Nuova

Oggi a Biella e a Aosta e poi da domani a Cuneo e Dogliani per rendere omaggio a Luigi Einaudi

Giorgio Napolitano

Si è aperta questa mattina al Teatro sociale di Biella la nuova tappa del tour del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Piemonte per celebrare i 150 anni dall’unità d’Italia. E qui accolto da una folla festante di bambini, Napolitano non ha nascosto difficoltà e preoccupazioni pur mostrando fiducia per il sistema bancario italiano e per l’economia.

«Svolgo il mio mandato in condizioni difficili – ha detto il Presidente – ma questi bambini mi danno la fiducia necessaria per andare avanti. L’Italia di tutto ha bisogno fuorché di essere divisa da pregiudizi e da contrapposizioni che non ci portano da nessuna parte. Bisogna cominciare a pensare in termini di spirito di sacrificio e slancio innovativo, due condizioni fondamentali per un mondo così cambiato».

 

E a proposito degli scossoni finanziari ha specificato: «Il nostro sistema bancario è solido, le famiglie hanno l’attitudine al risparmio. Ma dobbiamo avere una finanza pubblica risanata e liberarci del fardello del debito e nello stesso tempo dobbiamo creare i presupposti della crescita e dell’occupazione». Il Presidente ha poi ricordato, nei posti che occuparono a Biella in Consiglio comunale Quintino Sella e Giuseppe Pella, l’insegnamento di questi due grandi servitori dello Stato. A Pella, nel 1953 Luigi Einaudi affidò l’incarico di formare un governo di tregua.

 

Nel pomeriggio il capo dello Stato è ad Aosta dove incontrerà il governo della Regione autonoma e le massime istituzioni del Consiglio regionale prima di partecipare ad un convegno sul rapporto fra autonomia regionale, identità e unità nazionale. Domani mattina Napolitano incontrerà gli amministratori degli enti locali valdaostani e quindi, insieme all’ex presidente della Camera Luciano Violante, parteciperà ad un incontro con gli amministratori dove è previsto l’intervento del professore di storia contemporanea dell’università di Torino, Sergio Soave, sindaco di Savigliano.

 

Giorgio Napolitano sarà poi in visita ufficiale a Dogliani nel cuneese proprio in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Luigi Einaudi (deceduto il 30 ottobre del 1961), presidente della Repubblica dal 1948 al 1955. A Cuneo il primo impegno ufficiale per il presidente con il saluto di amministratori e cittadini e l’accoglienza e il saluto del sindaco Alberto Valmaggia che consegnerà al presidente una targa in bronzo con l’epigrafe di Calamandrei sulla Resistenza. Al teatro Toselli, Napolitano incontrerà gli ex Combattenti della libertà.

 

«La nostra città capoluogo della Provincia Granda – recita il manifesto di accoglienza redatto su sfondo rosso, bianco e verde dal comitato dei combattenti – La ringrazia di aver accolto l’invito di ex deportati, ex internati, ex partigiani, reduci di Cefalonia, famiglie di caduti di guerra e del sindaco di Cuneo. Il sincero e fervido omaggio giunga a Lei, caro Presidente, dagli ultimi testimoni dell’aspra lotta contro l’occupazione e la feroce repressione nazi-fascista. In questo gradito incontro accolga il nostro grazie per il suo quotidiano, sapiente, nobile servizio al Paese, tutelandone i sacri diritti e doveri sanciti dalla Costituzione repubblicana e difendendone l’immagine, talora oscurata, da indegni comportamenti privati e pubblici che offendono l’etica, la dignità della persona umana e la Patria stessa».

 

Napolitano visiterà anche Villa San Giacomo, prima dimora del presidente Luigi Einaudi e della moglie Ida Pellegrini, con la grande biblioteca e le vigne intorno che lui stesso curava, una volta abbandonati gli incarichi pubblici (fu anche presidente della Banca d’Italia e più volte ministro), e da dove scrisse tra il 1956 e il 1959, proprio negli anni immediatamente successive alla settennato presidenziale, le “Prediche inutili” e altri testi che sono diventati pietre miliari per capire la società economica e civile italiana del dopoguerra.

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