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Italia > Società

Eccessi politici nei tg

di Gianni Di Bari

- Fonte: Città Nuova

Il triste confronto tra i telegiornali italiani e quelli internazionali. Il frutto amaro delle spartizioni parlamentari.

bbc
Il digitale terrestre, il satellite e Internet anche questo hanno di buono. Ci permettono di fare confronti tra la nostra tv e quella degli altri. Anche chi non è un viaggiatore abituale, pigiando un pulsante del telecomando o con un solo clic del mouse, può fare un giro tra i più importanti tg del mondo.

 

E basta mettere accanto a un telegiornale trasmesso dai principali network internazionali uno italiano (pubblico o privato che sia) per scoprire, come nel gioco della settimana enigmistica, le differenze che balzano agli occhi.

 

La più evidente è la straripante presenza dei politici italiani in tv, la cui scarsa considerazione pubblica è inversamente proporzionale alla sovraesposizione in video. L’Osservatorio di Pavia ha calcolato che nei telegiornali della Rai le cronache di palazzo occupano il 34,8 per cento dello spazio contro il 16,5 per cento dei tg delle principali reti televisive europee (Bbc One, France 2, Tve, Ard).

 

Leader e peones da noi tutti i giorni dichiarano ed esternano a gettone, ribattono e puntualizzano a chiamata, con una selva di microfoni davanti e senza alcun contraddittorio che li freni. Così facendo occupano il doppio del tempo che i più prestigiosi canali europei dedicano ai propri onorevoli, a cui viene data la parola solo per commentare azioni politiche concrete mentre da noi parlano a ruota libera di qualsiasi argomento, spesso battibeccando con gli avversari. E tutto ciò non solo per colpa dell’inclinazione italica alla chiacchiera e alla polemica o per un certo servilismo dei giornalisti.

 

Negli anni del conflitto d’interessi è questo il frutto più amaro dello stato della tv in Italia, che nella versione privata è legata ai destini del leader del partito di maggioranza e nella variante pubblica è del tutto piegata ai voleri dei partiti. E finché la guida della Rai non sarà sganciata dalle spartizioni parlamentari, non ci sarà un solo onorevole disposto a rinunciare ai propri secondi di gloria televisiva, da moltiplicare poi per il numero esorbitante di partiti e partitini.

 

Tutti convinti di aver diritto a uno strapuntino nel pastone o nel panino della sera, tutti concordi nel rubar la scena a notizie più importanti. 

Riproduzione riservata ©

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