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Cultura > Arte e Spettacolo

È l’ora di Brixia

di Oreste Paliotti

- Fonte: Città Nuova

A Brescia, eccezionali testimonianze del suo passato accrescono il fascino del complesso di Santa Giulia. E una mostra propone una versione inedita della famosa Vittoria bronzea, simbolo cittadino

museo brescia

Da tempo Brescia ambisce ad offrire di sé, oltre l’immagine un po’ stereotipata di città opulenta e laboriosa, quella di città ricca di arte, storia e cultura. Per questo va fiera di aver realizzato negli spazi monastici di Santa Giulia un museo civico che è un autentico gioiello. Ma l’aspirazione dell’antica "colonia civica augusta" è anche di diventare la nuova "città romana del Nord". Non solo perché già possiede cospicue testimonianze risalenti a quell’epoca, per le quali non ci sono molti raffronti nei territori al di sopra del Po, ma perché altre ne stanno riportando alla luce le campagne di scavo in corso. E ciò in vista del nuovo parco archeologico che dall’imponente Capitolium e dal foro col vicino teatro, passando per il complesso di Santa Giulia lungo il percorso del decumano, toccherà le antiche mura.

 

Fulcro di tale ambizioso progetto destinato a costituire un ulteriore polo di attrazione anche turistico per la città lombarda, è appunto Santa Giulia, questa sorta di "libro" in cui è possibile ripercorrere tutte le vicende storico-artistiche che hanno segnato la città (dall’età del bronzo all’epoca romana e longobarda, al Rinascimento…). Museo con una particolarità forse unica rispetto ad altri che, per quanto valorizzino i reperti esposti, difficilmente riescono a restituire le atmosfere del contesto originario da cui sono stati avulsi, come avviene per le decorazioni musive e ad affresco di un edificio. Qui invece il visitatore, solo varcando una porta, dagli spazi dedicati al tema delle domus romane può entrare direttamente in due abitazioni private di epoca tardo-romana riemerse dal sottosuolo di quello che per secoli era stato l’orto ("ortaglia") del monastero. E percepire lo spazio dei cortili, il volume degli ambienti, ammirare i raffinati pavimenti a mosaico in relazione fisica con le pareti affrescate, affacciarsi verso gli spazi verdi delle dimore, percorrendole dall’alto, su passerelle, secondo quelli che erano gli accessi antichi. Così da ritrovare sia il contesto sia le atmosfere ad esso legate. L’irruzione del passato in un percorso museale moderno: ecco la sorpresa che ci riserva Santa Giulia.

 

E come tralasciare la vera regina di questo sito, ovvero la Vittoria bronzea simbolo di Brescia? La dea è colta nell’attimo in cui, dopo aver inciso un’iscrizione celebrativa su di uno scudo circolare (oggi perduto), la indica col punzone di cui si è servita. Le ali, come recenti studi hanno accertato, sono state aggiunte ad un’Afrodite ellenistica. Non copia romana dunque, come la si riteneva da sempre, ma un raro originale greco destinato forse ad un santuario di Rodi e giunto invece a Roma come bottino di guerra; in seguito donato a Brixia e trasformato in Vittoria, presumibilmente sotto Vespasiano: una "riscoperta" che dobbiamo allo studioso Paolo Moreno.

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