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Persona e famiglia > Famiglia

Marziano!

di Paolo Ricci

- Fonte: Città Nuova

Si può vivere da sposati senza reciprocità? Dialogo tra "segni di contraddizione" in un blog per separati…



 

Subasio
Riguardo alla descrizione del blog, aggiunta di recente in alto a destra sotto il titolo, mi scrive Bianca:
“Caro Paolo… la prima impressione che queste parole mi suscitavano era che il blog fosse rivolto solo a separati… e in questo mi sentivo stretta, perché non mi ci ritrovavo. Ma poi mi son resa conto che leggerti mi fa un sacco bene, come sposa, come amante, come in…separabile. E dunque il blog è anche per me, raggiunge anche me, nella mia condizione…”

Grazie Bianca, la tua perplessità mi induce a riflettere ancora e crescere.
Tu vivi una vita matrimoniale nella norma (ammesso che oggi ancora esista una norma) e quella descrizione pare posizionarti fuori “target”.
Ma è appunto giusta la tua conclusione: “in-separabili” significa anzitutto un modo di vivere il proprio matrimonio, il proprio legame di coppia, sia da sposati "conviventi” che “non conviventi”. Io infatti continuo a vivere da coniugato, pur nella mia solitudine di separato.
Per cui alla fine entrambi viviamo i nostri matrimoni nel medesimo modo. E considera che di questi tempi si vive tutti appesi a un filo: passare da conviventi a separati… è un attimo!

Ma si può vivere da sposati senza reciprocità?

Quando spiegai che rimanevo nel mio matrimonio, una amica amabilmente mi apostrofò: “Ma sei un marziano, ci sei solo tu così sulla terra!” (non è vero: siamo tanti seppur esigua minoranza).
E quando al momento del divorzio, in una giornata rimasta indelebile nella mia vita – di una rara bellezza e sostanzialmente vissuta in altra dimensione – dissi la stessa cosa al presidente del Tribunale e agli altri due giudici al suo fianco, ci fu un infinito istante di attonito silenzio…

E quindi ora bisognerebbe chiedersi cosa è il matrimonio, perché rimanerci dentro. Cosa è l’amore. Ma ne parleremo.

Certo, sto risalendo un fiume impetuoso che tutto trascina verso il mare.
Controcorrente, verso la sorgente, e mai è impresa facile.
Ma son sempre più certo che questo vivere credendo al matrimonio, rimanendoci dentro fedele, possa innescare un circuito positivo che rivela che l’amore è possibile. Specie oggi che tutto dice il contrario.

Cara Bianca, conviventi o soli, ma pur sempre “in-separabili”, tutti noi diveniamo segno di contraddizione in questa società che si sta dissolvendo, che cerca la Verità passando per il buio. Un buio che pare non abbia mai fine…

 

(dal blog In… separabili di Paolo Ricci)

 

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