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Italia > Società

Tolte le luminarie multietniche da via Padova

di Silvano Gianti

- Fonte: Città Nuova

Polemiche sulle scritte augurali in varie lingue fatte rimuovere dall’assessore Maurizio Cadeo (nella foto).

assessore milanese maurizio cadeo

Da una settimana erano state allestite in via Padova le luminarie natalizie, con scritte augurali in varie lingue del mondo. Un bel gesto dell’amministrazione per arrivare ad ogni abitante di quell’angolo multiculturale di Milano per le feste di fine anno. Ma le scritte sono state rimosse prima ancora che venissero illuminate. A denunciare l’accaduto è una cooperativa sociale attiva nella periferia a nord-est del capoluogo lombardo. «Sicuri di interpretare il pensiero di altre persone che vivono in via Padova – hanno scritto – riteniamo che le differenze non si possono cancellare staccando un interruttore. Riteniamo questo messaggio lesivo dell’immagine cosmopolita di cui Milano è sempre andata giustamente orgogliosa».

 

Colpevole dell’accaduto l’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo, che replica: «Ho ritenuto opportuno spostare le scritte, compresa quella in italiano, in una delle vie di accesso alla città di Milano, come per esempio viale Forlanini, perché ritengo che l’integrazione non possa essere utilizzata a fini di strumentalizzazione politica. I veri valori dell’integrazione si concretizzano nel non creare quartieri ghetto. L’integrazione deve essere estesa a tutta la città. Siamo di fronte a speculazioni politiche».

 

Dunque, per non creare quartieri ghetto, e perché l’integrazione deve essere estesa a tutta la città, via Padova non si ghettizza: si isola. La questione è controversa. Dal Pd cittadino fanno sapere che «Milano non può diventare Adro, le feste sono un momento di unità. Se il Comune non rimette immediatamente le scritte, saranno i residenti a intervenire per ricordare a tutti che le feste sono un momento di fratellanza». Don Virginio Colmegna, direttore della Casa della carità, parla di «un brutto episodio che mi auguro sia chiuso in fretta». E ironizza: «Dopo aver tolto gli auguri di Natale nelle lingue straniere, ci manca solo che li mettano in dialetto… ».

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