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Italia > Politica

Da Barack a Ed, largo ai giovani

di Chiara Andreola

- Fonte: Città Nuova

Il mondo sta assistendo ad una rapida ascesa dei politici quarantenni. L’ultimo in ordine di tempo è Ed Miliband, leader del partito laburista inglese. Ne parliamo con Catherine McKinnell, deputato britannico.

Ed Miliband

Barack Obama, presidente degli Stati Uniti: 49 anni. David Cameron, primo ministro inglese: 44 anni. Nick Clegg, suo vice: 43 anni. Ed Miliband, neoletto leader del partito laburista britannico dopo averla spuntata sul fratello David: 40. È lui l’ultimo della lista di una classe politica che, almeno nel mondo anglosassone, è sempre più giovane.

 

Dal “Change we can believe in” – “Il cambiamento in cui possiamo credere” – di Obama, alla “nuova generazione” auspicata da Miliband, l’esigenza di rinnovamento si impone in maniera crescente – anche in Italia, nonostante l’età media ben più alta. Che cosa c’è alla base di questo ringiovanimento? Ne parliamo con Catherine McKinnell, deputato laburista al Parlamento britannico.

 

La Gran Bretagna ha recentemente assistito ad un cambiamento nel modo di entrare in politica: invece che dalla tradizionale gavetta, si passa piuttosto dai “think tank” o dal mondo accademico, il che ha aiutato ad abbassare l’età media dei politici. A che cosa è dovuta questa svolta?

«I politici provengono anche adesso da una grande varietà di percorsi. Certo molti degli ultimi eletti sono giovani, tra cui una ventiseienne che ha studiato ad Oxford e gestito un centro di aiuto alle donne. I Miliband, così come diversi altri giovani, sono stati consiglieri di altri politici. Ma al di là dell’età e del curriculum, diventare parlamentare non è visto come un premio o un punto di arrivo, ma come una posizione vitale in cui si è chiamati a fare la differenza. La varietà di età, di genere, di religione e di formazione è una ricchezza in Parlamento».

 

Molti parlano anche di un crescente interesse dei giovani verso la politica, stimolato soprattutto dall’associazionismo…

«Ci sono molti gruppi di attivisti e ong. Molti giovani portano avanti questo impegno insieme a quello politico, perché lo sentono come un modo per cambiare le cose in meglio».

 

In Italia molti giovani lamentano di essere accolti male, se non addirittura ostacolati, dai dirigenti di partito. In Inghilterra si direbbe che le cose stiano diversamente…

«Il partito laburista investe molto nei giovani, perché solo così può continuare a rinnovarsi. Ma valorizza il lavoro di tutti, sia di chi si è impegnato su questo fronte tutta la vita, che di chi è arrivato alla politica più tardi».

 

Ed Miliband ha parlato di una nuova generazione nel partito. “Giovane” è dunque sinonimo di “cambiamento”, concetto sul quale il neoeletto ha molto insistito?

«Ed ha messo in chiaro che la “nuova generazione” non va intesa in termini di età, ma di un nuovo modo di pensare, e che il cambiamento deve venire dal basso, non essere imposto dai dirigenti di partito. Ha mostrato di voler includere ed ascoltare tutti, e credo questa sia stata una delle ragioni del suo successo. La gente è attratta dalla promessa di qualcosa di nuovo».

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