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Cultura > Arte e Spettacolo

Mike e noi

di Aurelio Molè

- Fonte: Città Nuova

Nel 2006 andò in onda su Raiuno il programma Amore condotto da Raffaella Carrà. Fu chiesto a Mike Bongiorno di andare in Libano per verificare il sostegno a distanza promosso da Famiglie Nuove. In conferenza stampa così si espresse.

«Sono contento di parlare di questa fantastica iniziativa di famiglie Nuove. Sono stato in Libano. in un momento molto delicato perché dopo due o tre settimane che eravamo stati lì purtroppo è scoppiata la guerra. Vi confesso che ci ho lasciato il cuore. Ho conosciuto Nour una piccola bambina che ho adottato. È stata una bella esperienza visitare Beirut, che è una città meravigliosa

e sono andato anche nei dintorni dove ci sono le scuole dei progetti del sostegno a distanza di famiglie Nuove. E’ stato commovente. Mi sono trovato in mezzo a decine di bambini che si afferravano alle mie gambe. A un certo momento una piccola bambina non mi ha più lasciato andare . Mi guardava con i suoi occhioni e mi ha conquistato. Allora ho detto alle persone che mi accompagnavano:” Sentite come si fa? Voglio adottare a distanza proprio questa bambina. 

Pensate si paga solo un euro al giorno ma si potrebbe pagare anche molto di più per aiutare questi bambini bisognosi. La mia bambina si chiama Nour: che significa Luce. La sua fotografia la tengo in casa, sulla scrivania dove lavoro, e ogni tanto chiamo Beirut per avere notizie. Quando è scoppiata la guerra ero molto in pensiero, però le persone di Famiglie Nuove sono riuscite a portare via sulle montagne intorno a Beirut tutti questi bambini e adesso, dopo la fine della guerra, sono tornati in città e stanno tutti molto bene.

Non so se tra voi c’è qualcuno che ha “adottato” un bambino, a distanza come ho fatto io e come hanno fatto migliaia di altre persone, ma se non l’avete fatto, fatevi dare tutte le altre informazioni. Fatelo. Significa poter salvare la vita di questi bambini. Quindi fatelo mi raccomando.»

Riproduzione riservata ©

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