Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Persona e famiglia > Salute e benessere

Dietro ai sondaggi

di Chiara Andreola

- Fonte: Città Nuova

Il sostegno popolare al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama vacilla di fronte alla riforma della sanità. Ma il quadro è più complicato di quanto si potrebbe credere.

Votare non basta. Il patto eletto-elettore nella crisi democratica

L’aveva promesso in campagna elettorale; sapeva che non sarebbe stata una promessa facile da mantenere; e adesso il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si trova davanti a quella che si prospetta come la più grande sfida del suo mandato – almeno sul fronte interno: la riforma della sanità. Nel mettere a punto un piano per garantire l’assistenza medica ai 46 milioni di americani privi di assicurazione sanitaria privata, fornendone una statale – con un costo stimato di 1500 miliardi di dollari in dieci anni – Obama si è scontrato con quello che oltreoceano è sempre stato un tabù: mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Parte dei costi della riforma, infatti, dovrebbero essere coperti da un aumento delle tasse alle fasce più ricche della popolazione: e in un Paese dove tenere lo Stato fuori dal proprio conto in banca è considerato espressione di libertà, l’opposizione aperta del partito repubblicano è stata accompagnata da quella più velata del partito democratico. Anche i sondaggi hanno evidenziato un calo nel sostegno popolare ad Obama su questo tema, per la prima volta sceso sotto il 50 per cento. Ecco dunque deputati e senatori repubblicani scatenati nel chiedere al Presidente di fare marcia indietro – rimanendo peraltro inascoltati – e i giornali disquisire su come in America sembri impossibile arrivare a mettere mano alla questione, vuoi per mentalità, vuoi per gli enormi interessi economici coinvolti – si stima che i costi della sanità privata si aggirino attorno ai 900 miliardi di dollari.

 

Eppure questa sembra essere solo una parte del quadro. Un sondaggio online lanciato dal San Francisco Chronicle chiedeva ai lettori se fossero d’accordo con la proposta del Presidente di aumentare le tasse alle famiglie con reddito superiore a 350mila dollari, per finanziare la riforma della sanità. Contrariamente a quanto ci si sarebbe potuti aspettare, il 55 per cento dei lettori ha risposto affermativamente “perché se lo possono permettere”. Soltanto il 30 per cento ha optato per “No, spremere i ricchi non è una soluzione”. Anche il tanto citato sondaggio del Washington Post/ABC, che evidenzia come alla domanda “È favorevole al modo in cui il Presidente Obama sta gestendo l’assistenza sanitaria?” solo il 49 per cento degli intervistati abbia risposto affermativamente contro un 44 per cento di contrari, se letto per intero rivela una sorpresa: alla stessa domanda rivolta in modo diverso – cioè citando uno per uno i provvedimenti proposti dal Presidente – il 54 per cento degli intervistati si è detto favorevole, e solo il 43 per cento contrario.

 

Incongruenze? Indecisioni? Piccoli segni di un cambiamento che inizia a farsi strada? Non sta a noi entrare nella testa degli americani; ma certamente una proposta di riforma coraggiosa e di enorme portata chiama in causa tutti i cittadini, stimolando la riflessione e sollevando dubbi. E se in generale sull’argomento c’è ancora parecchio scetticismo, i singoli punti del piano Obama sembrano non essere troppo lontani dal sentire comune. Se ne riparlerà a settembre, quando il Congresso sarà chiamato a pronunciarsi sul tema.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876