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Ambiente > Ecologia

Asinara, un’app per segnalare i rifiuti in mare

di Lorenzo Russo

- Fonte: Città Nuova

Al via la sperimentazione con un team di pescatori e ricercatori. Obiettivo: realizzare una banca dati utile a monitorare e contrastare il fenomeno

Rifiuti in mare
(Foto Ufficio Stampa Greenpeace/LaPresse)

L’undici aprile si celebra la giornata nazionale del mare, con lo scopo di sensibilizzare i giovani e tutti i cittadini nella “cittadinanza del mare”, ovvero tutori della sua conservazione e della sua cultura.

Per questa occasione in Sardegna partirà la sperimentazione dell’app ‘Sea waste finder’ per la segnalazione dei rifiuti in mare.

Il progetto è stato concepito in particolare per l’isola dell’Asinara. Un team di ricercatori universitari e di pescatori utilizzeranno questa nuova tecnologia per segnalare e recuperare rifiuti in mare. Le informazioni raccolte confluiranno in una banca dati.

Questa iniziativa rientra nel progetto “Creazione di una strategia per il monitoraggio del marine litter (i rifiuti marini) nell’Area marina protetta dell’isola Asinara con il coinvolgimento dei pescatori”, promosso dall’Università di Sassari in collaborazione con il Parco nazionale dell’Asinaria, l’ateneo di Ferrara, quello di Bucarest, Flag Nord Sardegna, Co.pe.ga. Società cooperativa a.r.l. di Porto Torres, cooperativa pescatori di Stintino e la digital tech agency Innovyou.

Grazie a questo nuovo progetto nei prossimi mesi l’Asinara sarà sottoposta a un controllo costante dei rifiuti marini.

«Il Mediterraneo è uno dei mari più contaminati dalla presenza di rifiuti plastici – afferma Donatella Carboni del Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari, coordinatrice del progetto – per cui è indispensabile collaborare tutti al fine di adottare modelli di consumo sostenibile, investire nell’innovazione e individuare pratiche efficaci di gestione del marine litter».

I ricercatori coinvolti si occuperanno anche delle analisi chimiche, con focus sulle plastiche, per individuare sostanze pericolose, su campioni di marine litter raccolti a mare e a terra, ed elaboreranno un protocollo di monitoraggio e smaltimento dei rifiuti marini, con particolare attenzione ai processi di economia circolare e a criteri di analisi costi-benefici.

Al termine del periodo sperimentale si avvieranno tavoli di consultazione per presentare e discutere i risultati intermedi e finali e un congresso conclusivo.

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