Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Storie

A volte basta poco per stabilire rapporti di fraternità

di Maria Pia Di Giacomo

- Fonte: Città Nuova

Tre esistenze e il grande potere di un semplice gesto di condivisione

Fraternità
(Foto Pixabay)

Mio padre è abbonato a varie riviste, la maggior parte delle quali molto interessanti. Gli articoli, seppur brevi, sono ben approfonditi, esplicativi, rispettosi e spesso arricchiti da testimonianze di vita. Quando papà finisce un numero di una rivista lo prendo io, se ho tempo di leggerlo, o lo passo ad altre tre persone che ho conosciuto strada facendo. Queste tre persone hanno un comune denominatore: sono pensionate e con una rendita tale da non potersi permettere un abbonamento, tanto da alimentare la propria lettura solo attraverso la pubblicità.

Una è Adele, che ha una storia molto particolare. La conosco perché lasciò un biglietto all’entrata del palazzo in cui chiedeva un aiuto per risolvere un problema al suo cellulare. Mi sono proposta io. In seguito sono tornata a salutarla per conoscerla meglio e lei, trovando in me una persona di fiducia, mi ha raccontato tutta la sua storia. Coglievo in lei un cuore di bambina ferito, amareggiato e sempre alla ricerca di un’innocenza rubata, di una felicità pura. La sua unica compagnia: le visite degli assistenti sociali, dell’ergoterapista, del fisioterapista, della governante e di una vecchia collega della classe operaia, musulmana… Di tanto in tanto le visite dei figli, ma raramente. Vittima di abusi da parte del padre da quando era ancora bambina, ha dovuto seguirlo in Svizzera per occuparsi di lui quando lavorava nei cantieri. Non ha potuto scegliersi un marito che ha sopportato per 35 anni. Un uomo violento che la maltrattava in preda a crisi d’alcolismo. Ha continuato a pregare per lui fino a quando è morto. Dice: «Solo la fedeltà mi resta nei periodi di depressione. Ma, da quando leggo le vostre riviste, mi sento molto diversa. È come se nutrissero il mio essere».

Nello stesso edificio ho notato un’altra signora anziana che veniva a prendere gli annunci nella mia buca delle lettere: per leggere un po’. Poi mi parla della vicina di pianerottolo. «Da 31 anni viviamo una accanto all’altra senza parlarci. Non so perché. Eppure non abbiamo avuto problemi fra noi. Molto semplicemente, ci salutiamo e ognuna torna a casa sua». Trentuno anni! Che shock per me. Faccio fatica a crederci. Durante una delle mie visite le suggerisco, una volta letta, di passare la rivista che le lascio a questa vicina. «Perché?» mi ha chiesto. «Perché riesce a trovare cose buone da leggere». «Non so se ho il coraggio di farlo. Per 31 anni abbiamo vissuto vicine senza parlarci». Ci lasciamo. Dopo le vacanze estive, torno a trovarla. I nostri scambi stanno diventando sempre più essenziali, profondi. Le propongo di leggere insieme la Parola del Vangelo che sto cercando di vivere questo mese. Stavamo leggendo: «La carità richiede pazienza. Meglio perdere le proprie idee che mancare di carità». Nel bel mezzo della lettura, di colpo, una telefonata: Adele prende il telefono, è la sua vicina. Lei risponde: «Ti richiamo dopo», e mi spiega che da quando le ha passato le mie riviste la vicina è andata a ringraziarla e hanno preso un caffè insieme. «È simpatica, gentile. Davvero non so perché non ci siamo conosciute per 31 anni! Ora beviamo il caffè di tanto in tanto insieme. È un dono reciproco!».

Eugenia C.

__

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come? Scopri le nostre rivistei corsi di formazione agile e i nostri progetti. Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni: rete@cittanuova.it
_

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876