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Cultura > Cinema

Ancora Assassinio sul Nilo

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Dopo Assassinio sull’Orient Express arriva il film tratto dal best-seller di Agatha Christie. Più introverso.

Il commissario o meglio detective Poirot è bravo, infallibile, vanitoso e goloso. Ma non è sereno. Ha perso durante la prima guerra mondiale la donna amata e in amore è un uomo solitario, dolente: irrisolto. Naturalmente, elegantissimo, raffinato, con il suo accento molto francese ed il fiuto infallibile. Appare così Kenneth Branagh interprete e regista del nuovo thriller dopo l’indimenticabile versione del 1978 con Peter Ustinov.

La storia è nota. La crociera lungo il Nilo nell’anno 1938 vede un gruppo all’apparenza spensierato ma in verità ruotante attorno alla miliardaria Armie Hanner, esotica bellezza sposata in rapide nozze con un bellone arrampicatore sociale, conteso da due donne. Intorno, girano personaggi – donne in particolare -ognuno dei quali interessato al denaro. Persino una citazione irridente dell’Inno alla carità di san Paolo, inattuabile, sposta l’attenzione sul denaro come unico motivo della vita, sola certezza di questa gente che ricorda molto i divi e divetti dei media e i grandi ricconi attuali pronti a tutto pur di fare più soldi: che vuol dire potere.

Come si svolga la vicenda la lasciamo al lettore per non togliere la sorpresa di chi fra i 14 casi sarà il vero o i veri colpevoli dei delitti che avvengono durante la crociera. Quello che a Branagh pare interessare di più è l’aria di una certa malinconia aleggiante nella situazione, di un’insoddisfazione, nonostante ci vengano regalate immagini sensazionali riprese in vario modo delle Piramidi, dei resti, dei monumenti, del Nilo e del deserto. Affascinanti davvero.

Ma il cuore del film e la novità stanno nell’attenzione che il regista pone nel dramma amoroso irrisolto di Poirot, triste e dignitoso solitario che sfoga nei dolci il represso bisogno di affetto: non è detto non possa riemergere.

Il cast è perfetto per una indagine che mette a fuoco, oltre ai delitti, ciò che li muove, ossia la passione. Passione erotica, passione per il potere, il denaro, l’indipendenza. Passioni che si complicano, si cercano e si autodistruggono.

Di qui l’originalità della lettura in un film lussuoso nella fotografia e nei costumi, verrebbe da dire quasi scespiriano nella indagine dei contrasti emotivi dei personaggi. Una lettura dove ciascuno si nasconde, mostra quello che non è, finché Poirot fa venire alla luce la verità su ciascuno, non solo sui progetti dell’assassinio. Ma il film vorrebbe anche spingersi oltre il delitto: indagare perché l’amore possa portare alla morte, e lo tenta con delicatezza. Non è poco per un thriller.

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