Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Musica classica

L’Ottava di Bruckner

di Mario Dal Bello

Un concerto straordinario vede il direttore Antonio Pappano impegnato a dirigere l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia in una delle pagine più complesse del repertorio sinfonico: Anton Bruckner, Sinfonia n. 8 in do minore.

Ascoltando la monumentale Sinfonia n. 8 in do minore di Anton Bruckner  all’Accademia romana di Santa Cecilia si ha la sensazione netta di trovarsi in un mondo in ricerca. Che guarda il passato, tenta di riassumerlo e punta ad un futuro di cui non conosce ancora i lineamenti. Così come ci succede oggi. Prima di Mahler, il compositore austriaco, nel lavoro presentato al pubblico nel 1892, medita sulla storia e sull’uomo. All’orizzonte c’è la Nona di Beethoven ed il confronto rimane inevitabile. Il primo tempo Allegro moderato, è quasi un ”rovesciamento” dell’opera beethoveniana. Se Ludwig presenta l’aurora boreale di un nuovo cosmo, Bruckner evidenzia un malessere, una tristezza oscura che è drammaticamente serpeggiante nelle variazioni del lungo movimento. Così cupo. È una morte in una nebbia dove non c’è sicurezza. Lo Scherzo non ha certo la ritmicità immensa di Beethoven ma è almeno più disteso. L’Adagio – Lento solenne, non trascinato – non presenta la sublime ascensione beethoveniana all’infinito con chiarezza luminosa, ma è una lotta per arrivare a questa luce, i cui sprazzi arpe legni e violini colgono facendo dopo tanti tumulti tacere il cuore e riposare in una vera estasi. È dopo questo momento contemplativo che il Finale può scatenarsi con le tube wagneriane a chiudere con una solennità grandiosa e incisiva la possente meditazione di Bruckner. Il quale forse non si è accorto di offrire, prima e magari più di Mahler, la sintesi di una civiltà, sperando in una nuova forma di esistenza e quindi di bellezza.

Poco compreso dai contemporanei, Bruckner è artista di prima grandezza. Antonio Pappano lo svela con una accuratezza quasi spasmodica e l’orchestra nelle singole sezioni risponde graduando i colori, i tempi le sfumature in quel flusso ininterrotto, di wagneriana memoria, che il direttore  sa incanalare nell’equilibrio di un dosaggio di sonorità, timbri e movimenti  che rispettano l’affresco meditativo del musicista.

L’Ottava va ascoltata dunque con piena partecipazione, anche se  può esser faticoso concentrarsi per un’ora e mezzo senza perdere un istante. Ma la gioia è assicurata. Pappano e i suoi  musicisti, un corpo solo, scavano e scavano, trovando la pietra preziosa: lo sguardo profondo, consapevole dei drammi umani, ma anche pieno di una fede intramontabile di Anton Bruckner. Silenzio palpabile del pubblico durante il concerto, esplosione alla fine.

 

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876