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Ambiente > Ambiente

Nuova vita ai pannolini

di Lorenzo Russo

La Fater è la prima azienda in Italia per riciclo di pannolini e assorbenti usati, dai quali è già in grado di recuperare cellulosa e plastica. Prossimo obiettivo: convertire la cellulosa in prodotti a base biologica ad alto valore aggiunto

Neonati al nido in ospedale

Sono circa 900 mila le tonnellate di pannolini e assorbenti usati ogni anno in Italia. Sono rifiuti che per la gran parte – circa il 65% – finiscono in discarica e per il resto nei termovalorizzatori. Tre anni fa a Lovadina di Spresiano, in provincia di Treviso, è iniziata una sperimentazione per capire se si poteva creare una strada alternativa che prevedesse il riciclo. E così nell’ottobre scorso è stato inaugurato lo stabilimento della Fater, prima azienda in Italia per il riciclo di assorbenti e pannolini usati.

Da 1 tonnellata di prodotti, l’impianto è in grado di separare e recuperare (per ora) 225 kg di materia organico-cellulosica e 75 kg di plastica. La scommessa è quella di poter trovare un’alternativa nel riciclo anche per i restanti 700 kg.

La Fater inoltre nei giorni scorsi ha dato notizia di aver firmato un accordo di partnership con Kiverdi, società americana leader nelle biotecnologie, per la realizzazione di un processo che tramite gassificazione convertirà la cellulosa ricavata dal riciclo di assorbenti e pannolini usati, in prodotti a base biologica ad alto valore aggiunto. Una tecnologia unica al mondo dove la base biologica potrà essere utilizzata per la realizzazione di imballaggi biodegradabili, la nutrizione delle piante, materiali per applicazioni mediche.

«Siamo entusiasti della partnership con Kiverdi che consentirà di compiere ulteriori progressi nello sviluppo della nostra tecnologia per il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona usati – commenta Giovanni Teodorani Fabbri, general manager della Fater AHP-R, la divisione dedicata alla sostenibilità ambientale della Fater Spa –. Questo consentirà di ottenere chiari vantaggi ambientali come l’eliminazione dell’invio di questa tipologia di rifiuti in discarica o negli inceneritori, ma anche economici, stimolando la competitività dei prodotti a base biologica rispetto a quelli a base fossile».

Quello della Fater è un esempio concreto di come l’industria possa creare sviluppo e crescita rispettando i requisiti della sostenibilità ambientale e dell’uso efficiente delle risorse, capacità che è valsa alla società il riconoscimento Legambiente di ‘Circular economy champion‘, conferito direttamente dalla Commissione europea.

Riproduzione riservata ©

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