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Persona e famiglia > Futuro a rischio

Se due robot si parlano

di Giulio Meazzini

- Fonte: Città Nuova

Giulio Meazzini, autore di Città Nuova

Un piccolo imprevisto incidente nello sviluppo di due sistemi di intelligenza artificiale ha scatenato un grande dibattito in Rete sulle regole da definire per il rapporto tra macchine e uomo

All’inizio dello scorso agosto, una piccola notizia ha agitato la Rete: Facebook ha spento due dei suoi robot sperimentali, Bob e Alice, appena hanno cominciato a parlare tra loro in una lingua sconosciuta, che i programmatori non capivano.

Tutto è nato da un banale errore di programmazione delle due “intelligenze artificiali”, costruite con l’obiettivo di interagire con l’uomo, in linguaggio naturale, per l’acquisto di beni e servizi. I programmatori si sono dimenticati di inserire un controllo che “obbligasse” Bob e Alice a comunicare usando solo il linguaggio degli umani.

Siccome questi sistemi di intelligenza artificiale sono costruiti in modo da imparare dall’esperienza e quindi ottimizzare le proprie modalità operative, finché hanno interagito con esseri umani hanno usato il nostro linguaggio, ma nel momento in cui hanno comunicato direttamente, macchina a macchina, hanno ottimizzato (in modo automatico) la trasmissione, usando un linguaggio più semplice ed efficace. Peccato che fosse incomprensibile per gli umani.

I ricercatori di Facebook li hanno immediatamente spenti, corretto l’errore di programmazione e quindi concluso con successo l’esperimento. Ma ormai la frittata era fatta. In Rete si è scatenata la discussione: da una parte i catastrofisti, per i quali presto le intelligenze artificiali complotteranno contro l’uomo in un linguaggio per noi incomprensibile, dall’altra i tecno-entusiasti per i quali qualsiasi novità tecnologica va bene per definizione e porterà un futuro meraviglioso.

Nella discussione sono intervenuti anche i pezzi grossi: Mark Zuckerberg, padrone di Facebook, ha accusato i catastrofisti di non capire niente di tecnologia e di diffondere previsioni esagerate e allarmistiche. Dall’altra parte Elon Musk, creatore di Tesla la macchina elettrica, e Stephen Hawking, famoso scienziato, continuano ad avvertire che lo sviluppo di intelligenze artificiali autonome potrebbe portare un giorno a guerre accidentali tra macchine e contro l’uomo, con conseguente distruzione della razza umana.

Sarà meglio seguire bene lo sviluppo di questa discussione, se non altro per un preciso motivo: intelligenza artificiale significa macchine che si sviluppano (ed ottimizzano il loro comportamento) in modo imprevedibile, e a volte incomprensibile, per gli esseri umani. Queste macchine intelligenti si stanno diffondendo ovunque nel pianeta, compresi i gangli decisionali, come nel controllo degli scambi di borsa, delle centrali nucleari, dei sistemi di armamento, delle reti di comunicazione.

Non è quindi sbagliata la richiesta di Elon Musk di concordare a livello mondiale alcune precise regole di sviluppo di queste piattaforme.

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